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Domanda di disoccupazione NASpI: requisiti, importo e durata per il 2018

L'indennità NASpI è dedicata ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente. Ecco come fare la domanda di disoccupazione, quali sono i requisiti, l'importo e la durata.

di Marco Delugan 13 dic 2017 - ore 09:46

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) è l'indennità per la disoccupazione introdotta dal Jobs Act. E’ stata istituita con il decreto legislativo numero 22 del 4 marzo del 2015, e ha sostituito i sussidi ASpI e MiniASpI. In questa guida vedremo come fare la domanda di disoccupazione NASpI.

domanda-disoccupazione_1L'indennità NASpI fa parte delle così dette Politiche attive per il lavoro, strumenti di varia natura che hanno lo scopo di sostenere l'occupazione.

E' dedicata ai lavoratori dipendenti (salvo alcune specifiche che vedremo in seguito) che hanno perso il lavoro in maniera involontaria. Per i collaboratori coordinati e continuativi c'è la DIS COLL, di cui trovate una spiegazione in questa pagina.

L'indennità di disoccupazione NASpI viene corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, e per un massimo di 18 mesi. Può raggiungere il 75% dello stipendio lordo medio dei quattro anni precedenti la fine dell'ultimo rapporto di lavoro, per un massimo di 1.300 euro.

Oltre allo stato di disoccupazione involontaria, per ottenere l'indennità NASpI, bisogna rispettare alcuni requisiti - lavorativo e contributivo, che vedremo in seguito - e fare domanda all'Inps.

 

 

COS'E' LA NUOVA INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE NASPI

Il sussidio di disoccupazione NASpI è una prestazione economica a cui hanno diritto i lavoratori dipendenti a tempo determinato e a tempo indeterminato che si trovano in uno stato di disoccupazione involontaria. E cioè a causa di un licenziamento o di dimissioni per giusta causa.

 

COSA SI INTENDE CON DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA

La disoccupazione è involontaria quando non è stata causata dalle dimissioni del lavoratore o è dovuta alla risoluzione consensuale del contratto. Ma ci sono delle eccezioni. Si può comunque presentare la domanda di disoccupazione NASpI se le dimissioni sono state date durante il periodo tutelato di maternità o se sono avvenute per giusta causa. Si ha diritto al sussidio anche nei casi in cui la risoluzione consensuale sia avvenuta in sede conciliativa.

 

COSA SONO LE DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA

Le dimissioni sono considerate per giusta causa se avvengono per i seguenti motivi:

 

  • mancato pagamento della retribuzione;
  • molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • modificazioni peggiorative delle mansioni;
  • mobbing;
  • variazioni rilevanti delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell'azienda;
  • spostamento del lavoratore da una sede aziendale a un'altra, senza che sussistano le "comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”;
  • comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

 

LEGGI ANCHE: Come licenziarsi da un rapporto di lavoro dipendente

 

NASPI, STATO DI DISOCCUPAZIONE E DID

Per ottenere l'indennità di disoccupazione NASpI è necessario essere formalmente disoccupati. Lo stato di disoccupazione "formale" è una precondizione per poter ricevere diversi servizi pubblici dedicati ai disoccupati, come i sussidi NASpI e DIS COLL. E gli interventi di riqualificazione professionale offerti dai Centri per l'Impiego e le Agenzie del Lavoro accreditate.

Per essere considerati disoccupati dallo stato non basta non avere un lavoro, ma è necessario aver sottoscritto la dichiarazione di immediata disponibilità (DID). Ma, per semplificare il processo di richiesta dell'indennità, presentare la domanda di disoccupazione NASpI equivale ad aver presentato la DID.

E' però necessario che il richiedente contatti entro 15 giorni dalla domanda NASpI il centro per l'impiego di competenza per stipulare il Patto di servizio personalizzato.

Il Patto di servizio contiene le diverse azioni che il lavoratore disoccupato si impegna a fare allo scopo di trovare un nuovo lavoro. Ne possono far parte percorsi di riqualificazione professionale, e interventi per aumentare le competenze volte alla ricerca del lavoro in senso stretto. Rispettare quanto previsto dal Patto di servizio è una delle condizioni per mantenere lo stato di disoccupazione e il diritto al sussidio NASpI.

 

INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE NASPI: A CHI E' RIVOLTA

Come abbiamo appena visto, il sussidio NASpI è rivolto ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro in maniera involontaria. Ma oltre ai lavoratori dipendenti, possono fare la domanda di disoccupazione NASpI anche:

 

  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • e i lavoratori domestici.

 

Anche in questi casi la disoccupazione deve essere involontaria.

 

INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE NASPI: A CHI NON E' RIVOLTA

Il sussidio NASpI non spetta invece alle categorie di lavoratori che seguono:

 

  • ai dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • ai lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

 

Non possono inoltre accedere all'indennità di disoccupazione NASpI i lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto.

 

DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE NASPI: I REQUISITI

Oltre allo stato di disoccupazione involontaria, perché la domanda di disoccupazione possa venire accolta sono necessari altri due requisiti: il cosi detti requisiti contributivo e lavorativo.

 

  • requisito contributivo: sono necessarie un minimo di 13 settimane di contribuzione Inps nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • requisito lavorativo: sono necessari un minimo di 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. E cioè giorni di presenza al lavoro, a prescindere dalla durata oraria.

 

Il periodo di dodici mesi può essere allungato se si verificano eventi come malattia, cassa integrazione, periodi di congedo parentale e altro ancora. Esiste poi un’ulteriore condizione per ricevere il sussidio di disoccupazione. E cioè la regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.

 

CALCOLA L’IMPORTO DELL’INDENNITA’ NASPI

Per calcolare l’importo dell’assegno di disoccupazione NASpI servono diversi dati che solo il lavoratore, l’Inps e il datore di lavoro possono conoscere. Sono le retribuzioni imponibili a fini previdenziali degli ultimi 4 anni, e le settimane di contribuzione versata, sempre negli ultimi 4 anni. Tutte informazioni che si possono trarre dall’estratto conto previdenziale, o recandosi personalmente all’Inps, o utilizzando i servizi telematici con PIN dispositivo.

Una volta raccolti questi dati, dovete sommare tutte le retribuzioni e dividere per le settimane di contribuzione versata. E poi moltiplicate il risultato per

A questo punto bisogna tenere a mente la soglia di 1.195 euro lordi. Se la moltiplicazione dello stipendio settimanale medio per 4,33 non supera i 1.195 euro (si ragiona sempre su cifre lorde), allora l’assegno NASpI sarà pari al 75% di questa cifra.

Se invece il risultato è superiore a 1.195 euro, l’assegno sarà pari al 75% di 1.195 euro più il 25% calcolato sulla parte che va oltre 1.195 euro. Non si potrà però percepire più di 1.300 euro lordi.

La NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione. Il pagamento avviene mensilmente ed è comprensivo degli Assegni al Nucleo Familiare se richiesti e spettanti.

 

DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE NASPI: QUANDO SI PUO' PRESENTARE

La domanda di disopccupazione NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla fine dell'ultimo rapporto di lavoro. Ma eventi come la maternità, malattia e infortuni (nel caso siano indennizzabili) possono sospendere o comunque modificare i termini della faccenda.

Il decorso dei 68 giorni viene infatti sospeso quando la maternità o malattia o l'infortunio iniziano dopo la cessazione del rapporto di lavoro e prima del termine previsto (68 giorni), e riprende a decorrere quando questi (maternità, malattia, infortunio) sono terminati.

Se la maternità o la malattia o l'infortunio iniziano durante il rapporto di lavoro che a sua volta si conclude prima che queste terminino, i 68 giorni cominciano a decorrere dal giorno della fine di maternità, malattia e infortunio.

 

PER QUANTO TEMPO VIENE EROGATO IL SUSSIDIO NASPI

Il sussidio di disoccupazione NASpI spetta dall’ottavo giorno dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Se la domanda viene presentata dopo l’ottavo giorno, l’indennità spetta dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Per quanto tempo viene erogata l’indennità di disoccupazione?

Questo dipende dalla storia contributiva del lavoratore. E cioè dalle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Il sussidio verrà erogato per non più della metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Dal primo gennaio 2017 la durata massima è di 18 mesi.

L’erogazione termina prima della sua scadenza “naturale” quando chi la riceve comincia un nuovo lavoro, non compare più nelle liste di disoccupazione o diventa titolare di pensione. E in particolare, l’erogazione del sussidio viene interrotta se il reddito generato dalla nuova attività supera le seguenti soglie di reddito minimo:

 

  • lavoro autonomo o attività di impresa: 4.000 euro;
  • lavoro subordinato: 8.000 euro.

 

Qualora invece i redditi percepiti rimangano al di sotto delle predette soglie, i lavoratori devono darne comunicazione all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Nel caso in cui la durata del rapporto di lavoro subordinato sia inferiore a sei mesi, la prestazione della NASpI è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro.

 

COME RISCUOTERE L'ASSEGNO NASPI

Si può riscuotere l'indennità di disoccupazione Naspi sul conto corrente bancario e su quello postale, e anche sul libretto postale. Ma lo si può ricevere anche tramite bonifico domiciliato. Il bonificato domiciliato è una modalità di pagamento che ha come tramite Poste Italiane. Non richiede che chi deve ricevere il denaro abbia un conto corrente (bancario o postale) o un libretto postale. Dopo aver ricevuto comunicazione dell'avvenuto bonifico, il beneficiario dovrà recarsi presso un Ufficio Postale con un documento di identità valido e il proprio numero di codice fiscale. E dovrà farlo entro un termine prestabilito, che è l'ultimo giorno lavorativo del mese successivo alla data di inizio pagamento. Bisogna però tenere presente che, per legge, la Pubblica Amministrazione non possono effettuare pagamenti in contanti per cifre superiori a 1.000 euro.

 

COME FARE LA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE NASPI

La domanda di disoccupazione può essere presentata all’Inps solo per via telematica. I canali che si possono seguire sono i seguenti:

 

  • WEB: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell'Istituto;
  • Contact Center integrato INPS – INAIL: n. 803164 gratuito da rete fissa oppure n. 06164164 da rete mobile;
  • Enti di Patronato: attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

 

La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.

Una volta presentata la domanda per l’indennità NASpI, il lavoratore è tenuto a contattare il centro per l’impiego entro i successivi quindici giorni ai fini della stipula del patto di servizio personalizzato.

 

LA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE ONLINE

 

Precondizione per richiedere il sussidio di disoccupazione online è possedere il Pin dispositivo. Altrimenti ci si può rivolgere al patronato e farsi guidare nelle pratiche per la richiesta.

Se si vuole presentare la domanda di disoccupazione da soli, allora bisogna seguire questi passi:

 

  • login nell’area dei Servizi online del sito Inps;
  • selezionare Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito;
  • cliccare sulla dicitura NASpI, poi su indennità NASpI, poi su Invio domanda;
  • dopo avere compilato tutto con cura, si può inviare la domanda di disoccupazione.

 

NASPI E ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

L’assegno di ricollocazione è dedicato a chi riceve da almeno quattro mesi l'indenntià NASpI. Non è un sussidio di disoccupazione, nel senso che non sono soldi che vanno direttamente alla persona in cerca di lavoro. Ma serve a pagare ulteriori servizi di ricollocazione lavorativa, e verrà pagato a chi ha erogato tali servizi (Centro per l'Impiego o Agenzia per il lavoro) se e quando il lavoratore che li riceve stipula un nuovo contratto di lavoro.

L'importo dell'assegno può variare da 250 a 5.000 euro, per un progetto di massimo sei mesi, che può essere prorogato una sola volta per altri sei. E dipende dalla difficoltà di ricollocare la figura professionale specifica e dal tipo di contratto che il lavoratore avrà stipulato.

 

ANTICIPO NASPI: QUANDO SI PUO’ CHIEDERE

E' possibile chiedere all'Inps la liquidazione anticipata del sussidio NASpI. Lo può fare chi voglia avviare un'impresa o una attività lavorativa in proprio. Ovviamente deve avere inviato una domanda, e questa domanda deve essere stata accettata. Lo può fare anche chi vuole diventare socio di una cooperativa (sottoscrivere una quota di capitale sociale) in cui lavorerà.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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