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Libretto famiglia Inps: i nuovi voucher per il lavoro occasionale

Per i lavori occasionali di cui una famiglia può avere bisogno. Come acquistarli e come pagare con i nuovi voucher del Libretto famiglia.

di Marco Delugan 24 lug 2017 - ore 12:16

Per pagare baby sitter, insegnanti di sostegno e badanti, ma anche dog sitter e altri lavori domestici quando non è possibile inquadrarli in un vero e proprio contratto di lavoro, l’Inps ha definito il Libretto Famiglia, i nuovi voucher per il lavoro occasionale.

Il Libretto famiglia è uno dei due eredi dei voucher lavoro. Anche chiamati buoni lavoro, il governo Gentiloni il aveva aboliti nel mese di marzo del 2017. Per poi reintrodurli riveduti e corretti con la legge numero 96 del 21 giugno dello stesso anno. L’altro strumento, dedicato questa volta alle imprese, è il Contratto di prestazione occasionale.

 

IL LIBRETTO FAMIGLIA INPS NEI DETTAGLI

Il Libretto famiglia sarà un libretto nominativo prefinanziato, composto da titoli di pagamento del valore nominale di 10 euro. Verrà gestito tramite la piattaforma Inps online dedicata. Per utilizzare il servizio bisognerà accedere e registrarsi alla

I nuovi voucher per le famiglie serviranno a remunerare le prestazioni di colf, badanti, baby sitter, insegnanti di ripetizione. Potrà essere utilizzato per piccoli lavori domestici, l’assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane e l’insegnamento privato supplementare.

Come abbiamo appena visto, ogni titolo di pagamento ha un valore nominale di 10 euro lordi, e può essere utilizzato per prestazioni lavorative non superiori l’ora. Nei 10 euro sono compresi il contributo di 1,65 euro per la gestione separata Inps, di 0,25 euro per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. E 0,10 euro di oneri gestionali. Il valore netto è quindi di 8 euro.

libretto-famiglia

 

LIMITI DI UTILIZZO DI NUOVI VOUCHER FAMIGLIA

Sia per il datore di lavoro (utilizzatore) che per il lavoratore (prestatore) ci sono dei limiti all'utilizzo di questa modalità di pagamento.

Per entrambi il limite massimo dei pagamenti effettuati e ricevuti è di 5.000 euro nell'anno civile. Ogni lavoratore, inoltre, non potrà ricevere da un singolo datore di lavoro più di 2.500 euro l'anno. Questi limiti vanno considerati al netto dei contributi Inps, Inail, e del costo di gestione.

I limiti ai compensi pagabili dai datori di lavoro cambiano nel caso che siano destinati a lavoratori in pensione di vacchiaia o di invalidità, a studenti con meno di 25 anni di età, a disoccupati che abbiano presentato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità, e a chi percepisce prestazioni di sostegno del reddito, come il Reddito di inclusione sociale (REI) o il Sostegno per l'integrazione attiva, che verrà però gradualmente sostituito dal REI.

Per queste categorie di lavoratori, il rispetto dei limiti sopra ricordati verrà calcolato considerando il 75% del compenso nominale.

Se un lavoratore ha in corso con il datore di lavoro un rapporto di lavoro subordinato, o l’ha avuto negli ultimi sei mesi, allora non potrà essere utilizzato il Libretto famiglie per pagarne eventuali prestazioni occasionali.

 

COME FUNZIONA IL LIBRETTO FAMIGLIA

Sia l'utilizzatore (datore di lavoro) che il prestatore (lavoratore) devo accedere e registrarsi alla pagina Prestazione di lavoro occasionale: libretto famiglia.

A questo punto bisognerà cliccare su Accedi al servizio.

La login può essere fatta con PIN INPS, con le credenziali del Sistema pubblico di identità digitale (SPID), e con la Carta nazionale dei servizi (CNS), cioè la tessera sanitaria tramite un apposito lettore.

Sono tutte credenziali non semplicissime da ottenere, per macchinosità della procedura e tempi necessari perché venga completata.

Una volta completato l’accesso al servizio, si arriva ad una pagina dove bisogna scegliere se proseguire come famiglia, come impresa o come lavoratore.

E visto che questa è una guida sul Libretto famiglia, supponiamo di essere entrati come famiglia, appunto.

Le diverse aree da compilare le trovate sulla spalla sinistra della pagina. La seconda voce, dall’alto, è Portafoglio virtuale.

E i soldi li dovrete caricare proprio lì. Ci sono due modi per farlo.

Il primo è utilizzando PagoPa, il sistema elettronico di pagamento alla pubblica amministrazione.

Oppure utilizzando il modulo F24, modello Elide. Il modello F24 si può pagare dal proprio conto online, dalla banca o presso uno sportello postale.

Le istruzioni su come pagare con il modulo F24 le trovate a questa pagina.

Una volta caricato il portafoglio elettronico si possono pagare le prestazioni.

Ricevuta la prestazione lavorativa, ma non oltre il terzo giorno del mese successivo al termine della stessa, l'utilizzatore (datore di lavoro) dovrà comunicare all'Inps:

  • i dati che identificano il lavoratore;
  • il compenso pattuito;
  • il luogo dove si è svolta la prestazione;
  • la durata della stessa;
  • l’ambito di svolgimento della prestazione;
  • e altre informazioni necessarie alla gestione del rapporto.

Una volta comunicate le informazioni necessarie, il lavoratore riceverà una notifica di quanto avvenuto via email o via SMS.

Entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui si è svolta la prestazione, l'Inps pagherà quanto dovuto al lavoratore. Le modalità di pagamento saranno quelle scelte dal lavoratore quando si è registrato al servizio.

 

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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