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Libretto famiglia e contratto di prestazione occasionale: ecco i nuovi voucher

I nuovi strumenti per famiglie e imprese per remunerare i lavori salutari. Cosa sono e come funzionano il libretto famiglie e il contratto occasionale.

di Marco Delugan 17 lug 2017 - ore 11:52

Con la legge numero 96 del 21 giugno 2017 il governo Gentiloni ha reintrodotto i vuocher Inps per il pagamento dei lavori occasionali. La normativa sui nuovi voucher sostituisce quella che era stata abolita nel mese di marzo del 2017.

I voucher erano stati introdotti come modalità di pagamento del lavoro occasionale nel 2003 dal governo Berlusconi con il decreto legislativo 276. Il decreto realizzava indicazioni già contenuta nella Legge Biagi sulla riforma del mercato del lavoro.

LEGGI ANCHE: Domanda di disoccupazione NASpI: requisiti, importo e durata per il 2017

 

BREVE STORIA DEI VOUCHER LAVORO

Uno degli obiettivi dei voucher lavoro era far emergere e regolarizzare le così dette prestazioni occasionali, allora tipicamente remunerate in nero. E cioè tutti quei lavori che per il loro grado di saltuarietà e breve durata non possono essere ricondotti a contratti di lavoro veri e propri. Con i voucher infatti il lavoratore occasionale si vedeva riconosciuti i contributi Inps. E il datore di lavoro viene protetto dall'assicurazione Inail sugli infortuni sul lavoro.

All’inizio i voucher avevano un ambito di applicazione molto limitato, e ogni lavoratore poteva ricevere attraverso questo tipo di remunerazione al massimo 3mila euro l’anno. Col tempo, diversi provvedimenti ne hanno allargato l’utilizzo a quasi tutti i settori. E la remunerazione massima è arrivata a 7mila euro l’anno. Così che, secondo molti, l’utilizzo dei buoni lavoro era andato oltre lo spirito della legge che li aveva istituiti. Ed era diventato uno strumento di precarizzazione di rapporti lavorativi che sarebbero altrimenti potuti essere contrattualizzati in maniera più stabile.

Trovate una sintesi di come erano i voucer Inps a questo link.

Tra il 2016 e i primi mesi del 2017, la CGIL ha raccolto 3 milioni di firme per un referendum che proponeva, tra le altre cose, l’abolizione proprio di alcune norme sui voucher. Nel mese di marzo del 2017 il governo Gentiloni ha preferito abolirli del tutto. Ed evitare così il referendum. E farli riapparire riveduti e corretti con la legge 96/2017.

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NUOVI VOUCHER: LIBRETTO FAMIGLIA E CONTRATTO OCCASIONALE

Con la nuova normativa sono stati definiti due strumenti: il Libretto famiglia e il Contratto di prestazione occasionale.

Il libretto famiglia è dedicato, appunto, alle famiglie. Permette di remunerare i piccoli lavori domestici, l'assistenza ai bambini e agli anziani e le lezioni private supplementari.

Per quanto riguarda il contratto di prestazione occasionale, le prestazioni ammissibili sono definite dai limiti posti ai settori, alla durata della prestazione e all’importo complessivo annuale che può essere corrisposto e ricevuto con questa tipologia di remunerazione.

 

COSE' E COME FUNZIONA IL LIBRETTO FAMIGLIA

Come è facile capire dal nome, il Libretto famiglia è dedicato appunto alle famiglie. E in particolare a remunerare le prestazioni lavorative dedicate all'assistenza agli anziani e ai bambini, i lavori domestici e le lezioni private.

Oltre ai limiti sul tipo di attività remunerabile tramite il Libretto famiglia, la nuova normativa pone anche limiti economici. Nessun lavoratore potrà infatti guadagnare più di 5mila euro netti l'anno con i buoni lavoro, e non più di 2500 da un solo datore di lavoro. E un datore di lavoro non potrà acquistare servizi per un ammontare superiore ai 5.000 euro l'anno.

Tutto avviene online con l'intermediazione della piattaforma Inps dedicata. A questa devono registrarsi sia il datore di lavoro che il lavoratore.

Una volta ricevuta la prestazione lavorativa, e non oltre il terzo giorno del mese successivo al termine della stessa, il datore di lavoro dovrà comunicare all'Inps tutti i dati che identificano il lavoratore, la prestazione svolta, il compenso pattuito e altre informazioni necessarie alle gestione del rapporto di lavoro.

A questo punto il lavoratore riceverà una notifica di quanto avvenuto via email o sms. Entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui si è svolta la prestazione, l'Inps pagherà quanto dovuto al lavoratore. Le modalità di pagamento saranno quelle scelte dal lavoratore quando si è registrato al servizio.

 

COS’E’ IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE

Per le imprese è stato istituito il Contratto di prestazione occasionale. Ma potranno usufruirne solo quelle con meno di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato, i professionisti, le organizzazioni non profit e, sotto certe condizioni, anche la pubblica amministrazione.

Anche in questo caso vigono limiti economici analoghi a quelli visti per il Libretto famiglia. E cioè 5.000 euro netti l'anno per il lavoratore, con un massimo di 2.500 dallo stesso datore di lavoro. E anche l'impresa non potrà acquistare lavoro occasionale per più di 5.000 euro l'anno.

Se un singolo datore di lavoro stipula contratti di prestazione occasionale con un singolo lavoratore per più di 2.500 euro l'anno, o per una durata complessiva di più di 280 ore, il rapporto di lavoro si trasforma per legge in lavoro a tempo pieno e indeterminato. Questo vincolo non vale per la pubblica amministrazione.

Non possono stipulare contratti di prestazione occasionale le imprese che operano nell'edilizia e settori affini. E neanche quelle che stanno realizzando appalti pubblici, sia che riguardino opere sia che riguardino servizi.

Le aziende agricole possono utilizzare questo tipo di contratto solo con pensionati, studenti di età inferiore ai 25 anni, disoccupati che abbiano presentato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità, e con chi riceve forme di sostegno al reddito, come il reddito di inclusione sociale. Ma questi soggetti non devono essere stati iscritti nell’anno precedente agli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Le amministrazioni pubbliche possono utilizzare il Contratto di prestazione occasionale solo per esigenze temporanee. E cioè nel caso di progetti speciali per soggetti svantaggiati o in difficoltà, lavori di emergenza dovuti a calamità o eventi naturali, attività di solidarietà e organizzazione di manifestazioni.

 

COME FUNZIONA IL CONTRATTO OCCASIONALE

Anche in questo caso tutto avverrà online, tramite la piattaforma Inps dedicata.

Il datore di lavoro dovrà comunicare all'Inps gli estremi della collaborazione prima che questa avvenga, e cioè almeno 60 minuti prima dell'inizio. Dati che identificano il lavoratore, il tipo e la durata della prestazione, dove questa avverrà e il compenso pattuito. E altre informazioni necessarie alla gestione del rapporto. Una volta che il datore di lavoro avrà completato la compilazione dei dati, il lavoratore riceverà una notifica di quanto avvenuto via email o via sms.

Il datore di lavoro potrà revocare il contratto, ma non oltre i tre giorni dalla data in cui la prestazione si sarebbe dovuta svolgere. Se il lavoratore avrà confermato l'avvenuta esecuzione del lavoro previsto, il contratto non potrà più essere revocato.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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