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In Italia il fenomeno della corruzione ancora ampiamente diffuso

In Italia il 56% percepisce ancora come ampiamente diffuso il fenomeno della corruzione, dato che si discosta da quello mondiale (39%)

di Redazione Soldionline 28 apr 2016 ore 10:40

Report a cura di EY

- In Italia il 56% percepisce ancora come ampiamente diffuso il fenomeno della corruzione, dato che si discosta da quello mondiale (39%)

- Il 91% degli intervistati a livello mondiale e il 96% a livello italiano ritiene importante identificare quali siano gli effettivi proprietari delle terze parti con cui si conducono affari

- La protezione dei dati è un tema centrale per la gestione delle minacce informatiche (noto anche come cybercrime) ma a livello mondiale solo il 47% degli intervistati lo riconosce come rischio, percentuale che scende al 38% in Italia

- In Italia la lealtà verso la propria azienda (16%) o verso gli stessi colleghi (16%) ostacola il ricorso da parte degli intervistati alle whistleblowing hotlines come strumento per combattere la corruzione

Il sondaggio “Cattiva condotta aziendale – conseguenze per i soggetti coinvolti” condotto da EY a livello mondiale, ha rilevato una diffusa esigenza di maggiore trasparenza in risposta all’aumento delle tensioni geopolitiche e della volatilità dei mercati finanziari. La crescente minaccia del cybercrime, dei finanziamenti al terrorismo e, più recentemente, la diffusione dell’utilizzo illecito delle giurisdizioni offshore, hanno incrementato la pressione a cui sono sottoposti i governi e le aziende rispettivamente per intervenire ed identificare e mitigare il rischio di frode e corruzione.

Dall’indagine, svolta tra ottobre 2015 e gennaio 2016 in 62 Paesi su un campione di circa 3.000 responsabili aziendali, emerge una forte adesione al rafforzamento della trasparenza nel riconoscimento della titolarità effettiva, con il 91% degli intervistati che ritiene importante identificare i proprietari effettivi delle società con cui conducono affari. 

Questo, tuttavia, rappresenta solo un aspetto della soluzione di un problema che non sembra ancora risolversi. Il 39% degli intervistati ritiene, infatti, che le pratiche corruttive siano ampiamente diffuse nel proprio Paese, rimanendo in linea con i risultati degli anni precedenti (38% nel 2014 e nel 2012). Sempre a livello mondiale è emerso che il 32% degli intervistati ha riscontrato dei casi di frode e corruzione all’interno della propria azienda.

Fabrizio Santaloia, National Leader EY Fraud Investigation and Dispute Services commenta:
“La regolamentazione delle pratiche anti-corruzione si sta concentrando sull’analisi delle terze parti e di conseguenza i business leaders sono sempre più focalizzati sulla conoscenza dei clienti, partner e fornitori con i quali conducono affari. Inoltre la cooperazione internazionale tra i regulators per combattere frodi e corruzione si sta sempre più rafforzando, ma la percezione di una diffusione delle irregolarità nelle aziende rimane elevata e le organizzazioni continuano ad essere esposte a rischi rilevanti. Una risposta efficace è rappresentata dall’utilizzo delle tecnologie di forensic data analytics, sia per la gestione dei rischi di frode e corruzione sia per rafforzare il livello di compliance all’interno delle aziende”.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
TAG: azienda
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