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Come aprire la partita Iva

Chi vuole mettersi in proprio deve aprire la partita Iva. Sia che voglia lavorare da solo sia che voglia aprire una società. Lo si può fare direttamente presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Ma lo si può fare anche per posta o via internet.

di Marco Delugan 29 ago 2018 ore 12:23

Deve aprire partita Iva chi intende svolgere una attività di lavoro autonomo, che sia in forma individuale o di società. Lo devono fare anche se non risiedono in Italia ma hanno una attività lavorativa stabilmente organizzata nel nostro paese.

Per essere più precisi, deve aprire partita Iva chiunque eserciti una attività economica abituale e continuativa di impresa commerciale, artigiana o industriale, come persona fisica o società. Con persona fisica si intendono i lavoratori autonomi, le ditte individuali e i liberi professionisti, che siano iscritti o meno a un ordine professionale.

Ma quando una attività è considerata abituale? Non è considerata abituale quando è occasionale. E cioè quando la durata complessiva annua della prestazione non supera i 30 giorni e il compenso non supera i 5mila euro. Se solo una di queste condizioni non risulta valida, l'attività è considerata abituale. E questo comporta l'obbligo di apertura della partita Iva.

Chi apre una partita Iva deve anche aprire una propria posizione Inps e una Inail. Le due posizioni servono a pagare i contributi previdenziali e quelli assicurativi. Non sono però obbligati ad aprire la posizione Inail i titolari di ditte individuali e i professionisti senza dipendenti.

 

LEGGI ANCHE: Iva (Imposta sul valore aggiunto): cos'è, come funziona e come si paga

 

COS’E’ LA PARTITA IVA

aprire partita ivaLa partita Iva è un numero composto da 11 caratteri. I primi 7 individuano il contribuente e vengono rilasciati dall’ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate. Le cifre dall’ottava alla decima individuano l’ufficio che la rilascia. L’undicesima cifra è un codice di controllo.

Per le persone fisiche il numero di partita Iva è sempre diverso dal codice fiscale. Per le società è invece quasi sempre uguale al codice fiscale. Tranne in rare eccezioni.

Una volta assegnato, il numero di partita Iva non può variare fino al momento di cessazione dell’attività. Allora la partita Iva verrà chiusa.

Per quelle aperte in Italia, davanti alle 11 cifre di cui sopra si trova il codice IT. Gli altri paesi europei hanno ognuno il suo codice. Il numero di matricola, e cioè le prime sette cifre dopo IT, è univoco solo all’interno della provincia coperta dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che lo ha emesso. E’ quindi possibile che in Italia ci siano più numeri di matricola uguali. Partite Iva con lo stesso numero di matricola vengono però differenziate dal codice della provincia e dal codice di controllo.

 

ESEMPIO PARTITA IVA: 04316790965

 

I primi 7 caratteri (0431679) o il numero di matricola. Le cifre dall'ottava alla decima (096) identificano l'ufficio provinciale dell'Agenzia delle entrate che lo ha rilasciato. In questo è il numero dell'ufficio della città di Milano. L'ultima cifra (5) è un codice di controllo.

Il numero riportato è quasi del tutto inventato, nel senso che solo il codice 096  corrisponde a un codice reale. Se fossero reali anche il numero di matricola e il codice finale di controllo, sarebbe del tutto casuale.

 

COME APRIRE LA PARTITA IVA

La partita Iva va richiesta in modi diversi. Una prima grande distinzione è tra le imprese che sono tenute a iscriversi al Registro delle imprese o al Registro delle notizie economiche e amministrative, e quelle che invece non devono farlo.

Le imprese che non sono tenute a iscriversi devono presentare la “Dichiarazione di inizio attività”. I liberi professionisti, i lavoratori autonomi e le imprese individuali dovranno presentare il Modello AA9/12. Mentre le società dovranno presentare il Modello AA7/10.

I due modelli possono essere utilizzati anche per comunicare la variazione dei dati e la cessazione dell'attività.

I dati principali da inserire nella dichiarazione sono il nome e il cognome o la ditta, il luogo dove viene svolta l’attività e il codice identificativo Ateco. E il volume d’affari previsto. Chi deve compilare il Modello AA9/12 può scegliere se adottare il regime fiscale agevolato nel quadro B del modulo stesso.

I modelli AA9/12 e AA7/10 possono essere scaricati dai siti Internet dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le imprese che devono invece iscriversi al Registro delle imprese o al Registro delle notizie economiche e amministrative devono utilizzare la Comunicazione unica. Attraverso la comunicazione unica invieranno anche i moduli di cui sopra. Anche la Comunicazione unica può essere utilizzata per variazione dei dati di impresa.

 

COS'E' IL CODICE ATECO

Quando si apre la partita Iva, un dei dati che bisogna fornire è il codice Ateco. Il codice Ateco è un insieme di di numeri e lettere che identifica l'attività professionale che si vuole svolgere. Serve a identificare la stessa a livello fiscale e contributivo. Ha anche un valore statistico, in quanto permette la classificazione quantitativa e qualitativa delle imprese che operano sul territorio italiano. Se l'attività svolta cambia, il titolare dovrà comunicare all'Agenzia delle Entrate il nuovo codice di attività.

 

LEGGI ANCHE: Come Esercitare Più Attività Con La Stessa Partita Iva

 

DOVE APRIRE LA PARTITA IVA

La dichiarazione di inizio attività deve essere consegnata in duplice copia all’Agenzia delle Entrate.

E' possibile spedire la dichiarazione anche per posta, come raccomandata con avviso di ricevimento. In questo caso, alla dichiarazione deve essere allegata anche una copia di un documento di identità valido del dichiarante. La data di spedizione della raccomandata viene considerata come data di presentazione della dichiarazione. E la ricevuta viene considerata come prova della presentazione.

Si può anche spedire la dichiarazione via internet, sia direttamente che tramite altri soggetti abilitati. Seguendo la modalità di presentazione online, la data di presentazione è quella in cui l'Agenzia delle Entrate riceve i dati.

 

LEGGI ANCHE: Partita Iva online: come aprirla, chiuderla e variare i dati via internet

 

QUANDO APRIRE LA PARTITA IVA

Nel caso di una persona fisica, la partita Iva va richiesta entro trenta giorni dall’inizio dell’attività. Nel caso di una società, va richiesta entro trenta giorni dalla data di costituzione.

 

PERCHE’ APRIRE UNA PARTITA IVA

Il numero di partita Iva serve a identificare attività economiche rilevanti al fine dell’imposizione fiscale indiretta. E cioè dell’Iva. Serve per poter avviare una attività di lavoro autonomo, che sia come lavoratore autonomo, libero professionista, come impressa individuale o come società.

SCEGLIERE IL REGIME CONTABILE

Quando si apre la partita Iva, bisogna anche scegliere il regime contabile. E' una scelta importante per tanti motivi. Non solo per gli obblighi e le agevolazioni che caratterizzano i diversi regimi. Ma anche perché i diversi regimi permettono una conoscenza diversa e diversamente approfondita della propria attività. I regimi fiscali tra cui si può scegliere sono quello forfettario, quello ordinario e quello semplificato.

 

LEGGI ANCHE: Regime contabile Iva: forfettario, ordinario e semplificato

 

QUANTO COSTA APRIRE LA PARTITA IVA

Aprire una partita Iva è totalmente gratuito.

 

COME VERIFICARE UNA PARTITA IVA

Se per qualsiasi motivo ci si trova nella situazione di dover verificare la partita Iva propria o di altri, la cosa da fare è andare su sito della Agenzia delle entrate a questo link. E inserire il numero che volete controllare. Il sistema vi risponderà con lo stato della partita Iva (attiva, sospesa, cessata), con la denominazione della società o il cognome del titolare e con la data di inizio delle attività e le eventuali date di sospensione o di cessazione.

 

VERIFICARE LE PARTITE IVA COMUNITARIE

Per verificare la validità di un numero di partita Iva di un paese della Comunità europea, collegatevi a questa pagina del sito della Agenzia delle entrate. Poi scegliete lo stato membro di vostro interesse, e cliccate sul pulsante Cambia. Non è molto "intuitivo" ma funziona così.

Nella pagina che vi apparirà dopo troverete alcune informazioni rilevanti ai fini Iva sullo Stato che avete selezionato. E se il sistema di collegamento è al momento disponibile o meno. Se non è disponibile non potete fare la ricerca. Se invece è disponibile, inserite in numero di partita Iva che volete controllare nell'apposito campo e cliccate su invia.

Il sistema vi dirà se il numero inserito è valido oppure non corretto, e molte altre cose sull'attività economica e sul titolare.

 

COME CHIUDERE LA PARTITA IVA

Quando l’attività cessa va anche chiusa la partita Iva. Se si tratta di soggetti che non sono obbligati all’iscrizione nel Registro delle Imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative, per chiudere la partita basterà presentare i moduli AA9/12 per i liberi professionisti e le ditte individuali, e AA7/10 per le società. Per gli altri sarà invece necessario utilizzare di nuovo la Comunicazione unica.

Ma può essere chiusa anche dalla Agenzia delle Entrate. In questo caso si tratta di una chiusura d’ufficio. Avviene quando i titolari non hanno esercitato per tre anni consecutivi alcuna delle attività per cui hanno aperto la partita Iva stessa. Tutto verrà fatto dall’Agenzia, ma se il titolare ritiene che la chiusura d'ufficio non sia motivata, potrà allora rivolgersi all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate per riattivarla.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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