NAVIGA IL SITO

Sussidio di disoccupazione NASpI: requisiti, importo e durata per il 2019

L'indennità NASpI è dedicata ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente. Ecco come fare la domanda di disoccupazione, quali sono i requisiti, l'importo e la durata.

di Marco Delugan 24 gen 2019 ore 11:47

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) è il sussidio di disoccupazione introdotto dal Jobs Act nel 2015. E' dedicato ai lavoratori dipendenti (salvo alcune specifiche che vedremo in seguito) che hanno perso il lavoro in maniera involontaria. Per i collaboratori coordinati e continuativi c'è la DIS COLL, di cui trovate una spiegazione in questa pagina. Il sussidio di diusoccupazione Naspi è compatibile con il Reddito di cittadinanza.

 

SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE NASPI: SOMMARIO

COS'E' IL SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE NASPI

L'indennità di disoccupazione NASpI è una prestazione economica a cui hanno diritto i lavoratori dipendenti a tempo determinato e a tempo indeterminato che si trovano in uno stato di disoccupazione involontaria. E cioè a causa di un licenziamento o di dimissioni per giusta causa.

 

COSA SI INTENDE CON DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIA

La disoccupazione è involontaria quando non è stata causata dalle dimissioni del lavoratore o è dovuta alla risoluzione consensuale del contratto. Ma ci sono delle eccezioni. Si può comunque presentare la domanda di disoccupazione NASpI se le dimissioni sono state date durante il periodo tutelato di maternità o se sono avvenute per giusta causa. Si ha diritto al sussidio anche nei casi in cui la risoluzione consensuale sia avvenuta in sede conciliativa.

 

COSA SONO LE DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA

Le dimissioni sono considerate per giusta causa se avvengono per i seguenti motivi:

  • mancato pagamento della retribuzione;
  • molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • modificazioni peggiorative delle mansioni;
  • mobbing;
  • variazioni rilevanti delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell'azienda;
  • spostamento del lavoratore da una sede aziendale a un'altra, senza che sussistano le "comprovate ragionitecniche, organizzative e produttive”;
  • comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

LEGGI ANCHE: Come licenziarsi da un rapporto di lavoro dipendente

 

STATO DI DISOCCUPAZIONE E DID

Per ottenere l'indennità di disoccupazione NASpI è necessario essere formalmente disoccupati. Lo stato di disoccupazione "formale" è una precondizione per poter ricevere diversi servizi pubblici dedicati ai disoccupati, come i sussidi NASpI e DIS COLL. E gli interventi di riqualificazione professionale offerti dai Centri per l'Impiego e le Agenzie del Lavoro accreditate.

Per essere considerati disoccupati dallo stato non basta non avere un lavoro, ma è necessario aver sottoscritto la dichiarazione di immediata disponibilità (DID). Ma, per semplificare il processo di richiesta dell'indennità, presentare la domanda di disoccupazione equivale ad aver presentato la DID.

E' poi necessario che il richiedente contatti entro 15 giorni dalla domanda NASpI il centro per l'impiego di competenza per stipulare il Patto di servizio personalizzato.

Il Patto di servizio contiene le diverse azioni che il lavoratore disoccupato si impegna a fare allo scopo di trovare un nuovo lavoro. Ne possono far parte percorsi di riqualificazione professionale, e interventi per aumentare le competenze volte alla ricerca del lavoro in senso stretto. Rispettare quanto previsto dal Patto di servizio è una delle condizioni per mantenere lo stato di disoccupazione e il diritto al sussidio NASpI.

Anche chi riceve il Reddito di cittadinanza deve sottoscrivere la DID per poter iniziare il percorso di reinserimento sociale e lavorativo.

A CHI SPETTA L'INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE NASPI

Come abbiamo appena visto, il sussidio NASpI è rivolto ai lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro in maniera involontaria. Ma oltre ai lavoratori dipendenti, possono fare la domanda di disoccupazione anche:

  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • e i lavoratori domestici, come colf e badanti.

Anche in questi casi la disoccupazione deve essere involontaria.

 

A CHI NON SPETTA LA NASPI

Il sussidio di disoccupazione NASpI non spetta invece alle categorie di lavoratori che seguono:

  • ai dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • ai lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

Non possono inoltre accedere all'indennità di disoccupazione NASpI i lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto.

DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE: I REQUISITI

Oltre allo stato di disoccupazione involontaria, perché la domanda di disoccupazione possa venire accolta sono necessari altri due requisiti: il cosi detti requisiti contributivo e lavorativo.

  • requisito contributivo: sono necessarie un minimo di 13 settimane di contribuzione Inps nei quattroanni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • requisito lavorativo: sono necessari un minimo di 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi cheprecedono l’inizio del periodo di disoccupazione. E cioè giorni di presenza al lavoro, a prescindere dalla durataoraria.

Il periodo di dodici mesi può essere allungato se si verificano eventi come malattia, cassa integrazione, periodi di congedo parentale e altro ancora. Esiste poi un’ulteriore condizione per ricevere il sussidio di disoccupazione. E cioè la regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.

CALCOLA L’IMPORTO DELL’INDENNITA’ NASPI

Per calcolare l’importo del sussidio di disoccupazione NASpI servono diversi dati che solo il lavoratore, l’Inps e il datore di lavoro possono conoscere. Sono le retribuzioni imponibili a fini previdenziali degli ultimi 4 anni, e le settimane di contribuzione versata, sempre negli ultimi 4 anni. Tutte informazioni che si possono trarre dall’estratto conto previdenziale, o recandosi personalmente all’Inps, o utilizzando i servizi telematici con PIN dispositivo.

Una volta raccolti questi dati, dovete:

  1. sommare gli imponibili Inps degli ultimi quattro anni;
  2. dividere per le settimane di contribuzione versata;
  3. moltiplicate il risultato per 4,33.

In questo modo viene calcolata la retribuzione media imponibile ai fini previdenziali.

A questo punto bisogna tenere a mente la soglia di 1.221,44 euro lordi, che è la nuova soglia 2019 per il calcolo Naspi. Se la retribuzione media imponibile non supera i 1.221,44 euro, allora l’assegno NASpI sarà pari al 75% della retribuzione media imponibile.

Se invece il risultato è superiore a 1.221,44 euro, l’assegno sarà pari al 75% di 1.221,44 euro più il 25% calcolato sulla parte che va oltre 1.221,44 euro. Non si potrà però percepire più di 1.328,76. euro lordi.

La NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione. Il pagamento avviene mensilmente ed è comprensivo degli Assegni al Nucleo Familiare se richiesti e spettanti.

 

COME RISCUOTERE L'ASSEGNO NASPI

Si può riscuotere l'indennità di disoccupazione Naspi sul conto corrente bancario e su quello postale, e anche sul libretto postale. Ma lo si può ricevere anche tramite bonifico domiciliato. Il bonificato domiciliato è una modalità di pagamento che ha come tramite Poste Italiane. Non richiede che chi deve ricevere il denaro abbia un conto corrente (bancario o postale) o un libretto postale. Dopo aver ricevuto comunicazione dell'avvenuto bonifico, il beneficiario dovrà recarsi presso un Ufficio Postale con un documento di identità valido e il proprio numero di codice fiscale. E dovrà farlo entro un termine prestabilito, che è l'ultimo giorno lavorativo del mese successivo alla data di inizio pagamento. Bisogna però tenere presente che, per legge, la Pubblica Amministrazione non possono effettuare pagamenti in contanti per cifre superiori a 1.000 euro.

COME FARE LA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE NASPI

La domanda di disoccupazione può essere presentata all’Inps solo per via telematica. I canali che si possono seguire sono i seguenti:

  • WEB: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portaledell'Istituto;
  • Contact Center integrato INPS – INAIL: n. 803164 gratuito da rete fissa oppure n. 06164164 da retemobile;
  • Enti di Patronato: attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.

Una volta presentata la domanda per l’indennità NASpI, il lavoratore è tenuto a contattare il centro per l’impiego entro i successivi quindici giorni ai fini della stipula del patto di servizio personalizzato.

 

I DOCUMENTI NECESSARI

Per fare domanda del sussidio di disoccupazione è necessario essere in possesso dei seguenti documenti e delle seguenti informazioni, e cioè:

  • un documento di identità valido;
  • il codice fiscale;
  • una autocertificazione di residenza;
  • del modulo SR163 compilato e timbrato (banca o ufficiopostale) per poter ricevere il bonifico;
  • di copia del cedolino con indicazione dell’IBAN;
  • del nome dell’ultimo datore di lavoro e del luogo in cui si è lavorato;
  • della data di inizio e di fine dell'ultimo contratto di lavoro;
  • di un recapito telefonico;
  • e dell'indirizzo email.

DOMANDA DISOCCUPAZIONE TRAMITE PATRONATO O CAF

Come abbiamo appena visto, la domanda di disoccupazione Naspi può essere fatta anche tramite patronato o CAF. I documenti da portare con sé quando si vuole fare la domanda di disoccupazione tramite questi soggetti sono:

  • documento di identità valido;
  • tessera sanitaria del richiedente e dei componenti del nucleo familiare;
  • codice Iban valido;
  • CUD di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • modulo SR163 (se lo avete già compilato)

LA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE ONLINE

Precondizione per richiedere il sussidio di disoccupazione online è possedere il Pin dispositivo. Altrimenti ci si può rivolgere al patronato e farsi guidare nelle pratiche per la richiesta. Se si vuole presentare la domanda di disoccupazione da soli, allora bisogna seguire questi passi:

  • login nell’area dei Servizi online del sito Inps;
  • selezionare Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito;
  • cliccare sulla dicitura NASpI, poi su indennità NASpI, poi su Invio domanda;
  • dopo avere compilato tutto con cura, si può inviare la domanda di disoccupazione.

QUANDO SI PUO' PRESENTARE

La domanda di disopccupazione NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla fine dell'ultimo rapporto di lavoro. Ma eventi come la maternità, malattia e infortuni (nel caso siano indennizzabili) possono sospendere o comunque modificare i termini della faccenda.

Il decorso dei 68 giorni viene infatti sospeso quando la maternità o malattia o l'infortunio iniziano dopo la cessazione del rapporto di lavoro e prima del termine previsto (68 giorni), e riprende a decorrere quando questi (maternità, malattia, infortunio) sono terminati.

Se la maternità o la malattia o l'infortunio iniziano durante il rapporto di lavoro che a sua volta si conclude prima che queste terminino, i 68 giorni cominciano a decorrere dal giorno della fine di maternità, malattia e infortunio.

QUANTO DURA IL SUSSIDIO NASPI

Per quanto tempo viene erogata l’indennità di disoccupazione? Questo dipende dalla storia contributiva del lavoratore. E cioè dalle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Il sussidio verrà erogato per non più della metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

Il sussidio di disoccupazione NASpI spetta dall’ottavo giorno dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Se la domanda viene presentata dopo l’ottavo giorno, l’indennità spetta dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

Dal primo gennaio 2017 la durata massima è di 18 mesi.

 

QUANDO DECADE IL SUSSIDIO

L’erogazione del sussidio di disoccupazione termina prima della sua scadenza “naturale” quando chi la riceve comincia un nuovo lavoro, non compare più nelle liste di disoccupazione o diventa titolare di pensione. E in particolare, l’erogazione del sussidio viene interrotta se il reddito generato dalla nuova attività supera le seguenti soglie di reddito minimo:

  • lavoro autonomo o attività di impresa: 4.800 euro;
  • lavoro subordinato: 8.000 euro.

Qualora invece i redditi percepiti rimangano al di sotto delle predette soglie, i lavoratori devono darne comunicazione all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Nel caso in cui la durata del rapporto di lavoro subordinato sia inferiore a sei mesi, la prestazione della NASpI è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro.

NASPI E REDDITO DI CITTADINANZA

Il sussidio di disoccupazione è compatibile con il Reddito di cittadinanza (Rdc). Questo vuol dire che chi ha perso il lavoro e percepisce l'indennità Naspi può fare richiesta del Reddito di cittadinanza.

Sono necessarie però alcune precisazioni.

Il Reddito di cittadinanza è rivolto al nucleo familiare, mentre il sussidio di disoccupazione Naspi alla singola persona. Così ci può essere un solo Rdc a famiglia, ma più Naspi.

Entrambi non spettano però a chi ha perso il lavoro per dimissioni volontarie. Se anche un solo membro maggiorenne della famiglia è disoccupato per dimissioni volontarie (esclusa la giusta causa), l'intera famiglia non ha diritto al Reddito di cittadinanza. Mentre altri membri della famiglia possono richiedere l'indennità Naspi, se a loro volta sono disoccupati ma non per dimissioni volontarie.

La Naspi viene considerata reddito e quindi, se la famiglia riceve uno o più Naspi, il Reddito di cittadinanza ne verrà ridotto di conseguenza.

Le due misure hanno anche durata diversa. La Naspi dura per la metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, e quindi per un massimo di 24 mesi. Il Reddito di cittadinanza dura fino a quando vengono mantenuti i requisiti per averlo, e comunque non oltre i 18 mesi. Può essere però rinnovato dopo una sospensione di un mese.

ALTRE COSE IMPORTANTI DA SAPERE

Le questioni legate al sussidio di disoccupazione sono molte, e spesso complesse. Non è possibile trattarle tutte in una sola guida, per quanto lunga. Per questo ne abbiamo raccolte alcune sotto la categoria "altro".

 

NASPI E ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

L’assegno di ricollocazione è dedicato a chi riceve da almeno quattro mesi l'indenntià NASpI. Non è un sussidio di disoccupazione, nel senso che non sono soldi che vanno direttamente alla persona in cerca di lavoro. Ma serve a pagare ulteriori servizi di ricollocazione lavorativa, e verrà pagato a chi ha erogato tali servizi (Centro per l'Impiego o Agenzia per il lavoro) se e quando il lavoratore che li riceve stipula un nuovo contratto di lavoro.

L'importo dell'assegno può variare da 250 a 5.000 euro, per un progetto di massimo sei mesi, che può essere prorogato una sola volta per altri sei. E dipende dalla difficoltà di ricollocare la figura professionale specifica e dal tipo di contratto che il lavoratore avrà stipulato.

 

ANTICIPO NASPI: QUANDO SI PUO’ CHIEDERE

E' possibile chiedere all'Inps la liquidazione anticipata del sussidio NASpI. Lo può fare chi voglia avviare un'impresa o una attività lavorativa in proprio. Ovviamente deve avere inviato una domanda, e questa domanda deve essere stata accettata. Lo può fare anche chi vuole diventare socio di una cooperativa (sottoscrivere una quota di capitale sociale) in cui lavorerà.

 

NASPI SCUOLA

Per ottenere il sussidio di disoccupazione Naspi, il docente deve essere il possesso di un documento che attesti lo stato di disoccupazione involontaria. E cioè che il lavoro sia finito per scadenza del contratto, per risoluzione consensuale dello stesso, che si sia stati licenziati in un periodo tutelato dalla maternità, o che ci si sia dimessi per gliusta causa.

Il documento necessario è la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, che deve essere sottoscritta presso il centro per l'impiego di competenza. Dove verrà poi stipulato il Patto di servizio personalizzato per la ricerca di un nuovo lavoro.

Come per gli altri lavoratori, anche per i docenti è necessario rispettare i requisiti lavorativo e quello contributivo. E cioè avere lavorato per almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti il licenziamento, e avere versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione involontaria.

E la domanda va prsentata entro 68 giorni dalla cessazione dell'ultimo contratto di lavoro.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
da

Soldionline

Banche e Telecom spingono al rialzo il FTSEMib

Banche e Telecom spingono al rialzo il FTSEMib

Venerdì era atteso dell’indicazione di Moody’s in merito al rating dell’Italia; tuttavia, l’agenzia ha deciso di rinviare il giudizio. Male Salini Impregilo e GIMA TT Continua

da

ABC Risparmio

Quota 100 spiegata in pochi minuti

Quota 100 spiegata in pochi minuti

Quota 100 è un sistema che consente la possibilità di accedere alla pensione nel momento in cui la somma tra età anagrafica e contributi versati è pari ad almeno 100 Continua »