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Reddito di cittadinanza 2019: cos'è e come funziona

Il Reddito di Cittadinanza è quasi al via. Tutto verrà definito dalla legge di bilancio. Vediamo a chi spetta e quali sono i requisiti per ottenerlo.

di Redazione SoldieLavoro 4 ott 2018 ore 17:03

Con la diffusione delle linee guida dell'aggiornamento al Documento di Economia e Finanza dello scorso 27 settembre 2018, il Reddito di Cittadinanza è entrato ufficialmente nel programma del Governo Conte. In questa versione, è una forma di sostegno al reddito per chi si trova in difficoltà economiche. E in particolare per chi percepisce un reddito mensile inferiore ai 780 euro. In casi come questo lo Stato interverrà con un sussidio che porterà il reddito complessivo appunto a 780 euro mensili.

Questo è il caso più semplice, di una persona singola. Nel caso di nuclei familiari più articolati, le soglie verranno calcolate in modo diverso. Per una famiglia composta da due genitori con due figli a carico, ad esempio, la soglia salirà a 1640 euro. Lo stesso principio vale per la pensioni. Nel senso che le pensioni minime verranno alzate a 780 euro. Il Reddito di cittadinanza delineato nel DEF ricalca in gran parte quello presentato dal Movimento 5 Stelle nel suo programma elettorale.

Le caratteristiche operative del provvedimento non sono ancora state definite. Per questo bisognerà attendere la Legge di bilancio per il 2019. Ogni giorno appaiono nuove ipotesi. Vediamo quello che di più "solido" si può sapere fino ad oggi.

 

I REQUISITI PER OTTENERE IL REDDITO DI CITTADINANZA

Per poter ottenere il sussidio bisogna rispettare i seguenti requisiti:

  • essere maggiorenni;
  • avere un reddito mensile inferiore alla soglia di povertà;
  • essere disoccupati o inoccupati;
  • avere la cittadinanza italiana.

Non bastano però le caratteristiche, è anche necessario che il candidato al sussidio si iscriva al centro per l'impiego, partecipi alle attività di formazione e reinserimento proposte dallo stesso, e non rifiuti più di tre proposte di lavoro. Pena la decadenza del sussidio.

 

8 ORE ALLA SETTIMANA PER IL PROPRIO COMUNE

Chi riceverà il reddito di cittadinanza dovrà rendersi disponibile a lavorare gratuitamente per il proprio comune di residenza. La disponibilità sarà di otto ore alla settimana. E per lavori socialmente utili.

Con socialmente utili si intendono i lavori che rientrano nei seguenti settori:

  • cura della persona;
  • cura dell'ambiente, del territorio e della natura;
  • sviluppo rurale, montano e dell'agricoltura;
  • recupero e riqualificazione di spazi urbani e beni culturali.

Possono essere lavori di assistenza a persone in difficoltà, come anziani o portatori di handicap, manutenzione di aree verdi o raccolta dei rifiuti e gestione delle discariche. E altro ancora.

I lavori possibili verranno poi specificati dai singoli comuni di residenza secondo le loro esigenze.

 

QUANDO SI POTRA' RICHIEDERE IL REDDITO DI CITTADINANZA

Il Reddito di Cittadinanza verrà introdotto nel 2019, probabilmente in marzo. Chi si trova attualmente in condizioni di necessità potrà continuare a richiedere il Reddito di inclusione sociale o il sussidio NASpI.

 

DOVE CHIEDERE IL REDDITO DI CITTADINANZA

Quando tutto il procedimento burocratico sarà pronto, e con questo la struttura organizzativa per accogliere le richieste ed erogare l'integrazione di reddito, la richiesta dovrà essere fatta ai Centri per l'Impiego.

 

PERCHE' IL REDDITO DI CITTADINANZA

Il Reddito di Cittadinanza è una misura di contrasto alla povertà. Nella versione del Governo Conte ha lo scopo di garantire un reddito minimo. Ma nella storia, il Reddito di cittadinanza è stato inteso in maniera molto diversa. E in particolare come misura universale, un reddito incondizionato da erogare a tutti senza alcune verifica delle condizioni economiche o richiesta di disponibilità a lavorare. In questa sua accezione originaria, oltre a misura contro la povertà, il Reddito di cittadinanza diventa anche una forma di promozione della libertà e realizzazione umana.

 

L'IMPORTO DEL REDDITO DI CITTADINANZA

reddito-di-cittadinanzaL'ammontare di quanto erogato dallo stato varierà da caso a caso. Quello che si sa per certo è che garantirà un reddito minimo di 780 euro a persona. E sulla base di questo principio verranno poi calcolate le soglie per le famiglie con una diversa composizione. Stando alle dichiarazioni di Luigi Di Maio, ad esempio, per una famiglia con due genitori e due figli a carico il reddito minimo garantito sarà di 1640 euro. Nel caso il soggetto viva in una casa di proprietà, il sussidio verrà ridotto di una cifra pari alla rendita catastale dell'appartamento.

L'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha calcolato la soglia dei 780 euro secondo le indicazioni della Ue per la definizione dell'indicatore di povertà monetaria. L'ha calcolata nel 2014 e corrisponde ai 6/10 del "reddito mediano equivalente familiare". Per la singola persona era di 9.360 euro l'anno, pari appunto a 780 euro al mese. Si chiama soglia di povertà relativa perché viene definita in relazione al reddito della singola nazione per cui viene calcolato.

 

IN CHE MODO VERRA' EROGATO

Il sussidio anti povertà verrà erogato su una carta di credito, in modo da evitare spese "immorali" e premettere solo quelle per beni e servizi di base, come alimentari, farmaci e affitti. Ma il paniere di beni acquistabili non è ancora stato definito in maniera precisa. Alcuni rappresentanti del Governo hanno ipotizzato di accreditare i soldi solo a spesa effettuata, così che non sarebbero in alcun modo accumulabili.

 

LE COPERTURE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Una delle questioni più dibattute riguardo a questa misura, sono appunto le così dette coperture, e cioè se i soldi necessari ci sono realmente, quanti sono e quindi quante persone in difficoltà potranno essere davvero sostenute dallo Stato. In questi ultimi mesi si sono susseguite diverse stime, e anche i dati del Governo non sono ancora univoci. Luigi Di Maio ha parlato di 10 miliardi di euro (9 più uno per i centri per l'impiego), la Lega di 7/8 miliardi.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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