NAVIGA IL SITO
Home » Guide » Educational Lavoro » Il reddito di cittadinanza nel contratto di governo Lega M5S

Il reddito di cittadinanza nel contratto di governo Lega M5S

Sarà probabilmente uno dei provvedimenti più importanti del governo Lega M5s. Vediamo cos'è, a chi spetta e quali sono i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza.

di Marco Delugan 8 giu 2018 - ore 14:36

Negli ultimi decenni il tema della povertà è diventato uno dei più importanti del dibattito politico. E la l’ultima campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo non ha fatto eccezione. Tra le diverse proposte dei partiti ci sono stati il Reddito di dignità, proposto da Forza Italia, il potenziamento del Reddito di inclusione sociale, proposto dal Partito Democratico, e il Reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle.

Il Reddito di cittadinanza è entrato anche nel Contratto di governo stipulato dallo stesso Movimento 5 Stelle e dalla Lega. La nuova compagine governativa formata dai due partiti ha poi ottenuto la fiducia del Parlamento. E il Contratto è quindi diventato il programma del nuovo governo.

Nell’accezione di M5S e Lega, il Reddito di cittadinanza ha perso la sua connotazione originaria di reddito per tutti e senza condizioni di accesso. E' diventato una misura volta a garantire un reddito minimo a tutti, e soggetto alla così detta prova dei mezzi.

 

COS’E’ IL REDDITO DI CITTADINANZA

reddito-di-cittadinanzaNella sua accezione originaria, il Reddito di cittadinanza è un trasferimento economico uguale per tutti. Viene distribuito a tutti i cittadini senza distinzione di condizione economica o sociale, che siano ricchi o che siano poveri. Nel pensiero di chi ha cominciato a proporlo dal 1797, con l’opera del filosofo inglese Thomas Paine, è innanzitutto uno strumento di contrasto alla povertà. Ma è anche uno strumento di libertà. Sulla scorta di un reddito garantito, infatti, chi lo voglia e abbia le risorse di carattere e competenza può avviare attività di tipo economico, ma anche di utilità sociale o culturale che sia.

Per averne diritto basta essere cittadini di un paese, e in alcune versione anche solo residenti. E non è necessario partecipare a programmi di reinserimento lavorativo.

Il Reddito di cittadinanza di Lega e M5S assomiglia invece a un provvedimento che garantisce un reddito minimo. Non è nemmeno un sussidio per la disoccupazione, in quanto non è indirizzato solo ai disoccupati ma a tutti coloro che hanno un reddito inferiore ai 780 euro al mese.

Come misura di contrasto alla povertà in Italia esiste già il Reddito di inclusione sociale. E come sussidio di disoccupazione esiste il NASPI.

 

REDDITO DI CITTADINANZA E CONTRATTO DI GOVERNO

Il Reddito di cittadinanza è uno dei punti programmatici del Contratto di governo stipulato dal Movimento 5 Stella e dalla Lega alla fine di maggio del 2018. Nel contratto non vengono specificati i dettagli della misura. Ma da quanto si può leggere si capisce che chiunque abbia un reddito inferiore a 780 euro mensili riceverà dallo Stato una somma tale da raggiungere quella soglia di reddito. Ad esempio, chi non avesse alcun reddito riceverebbe 780 euro, chi avesse un reddito di 500 euro ne riceverebbe 280.

 

 

REDDITO DI CITTADINANZA: PREGI E DIFETTI

Tra i pregi del Reddito di cittadinanza c’è il fatto di portare aiuto a chi si trova in condizioni di grave disagio economico. Tra i difetti, il costo della manovra, stimato intorno ai 17 miliardi di euro. E poi la così detta trappola della povertà. La convenienza, cioè, per chi si trova sotto la soglia dei 780 auro a non cercare una nuova situazione lavorativa che li porti a guadagnare di più, in quanto uscirebbero dal diritto al sussidio.

 

A CHI SPETTA IL REDDITO DI CITTADINANZA

Come abbiamo già visto sopra il Reddito di cittadinanza spetta a chi ha un reddito mensile inferiore a 780 euro al mese. Questa soglia vale per la persona singola. Mentre per le famiglie la soglia verrà definita in base alla composizione della stessa e ad alcuni parametri OCSE. Per quanto si può sapere adesso, le stesse soglie varranno anche per la Pensione di cittadinanza.

 

REDDITO DI CITTADINANZA: REQUISITI PER OTTENERLO

Anche se la manovra non è definita in tutti i dettagli i requisiti per ricevere il Reddito di Cittadinanza saranno in linea di massima i seguenti:

  • avere più di 18 anni;
  • essere disoccupati o in cerca di prima occupazione;
  • un reddito mensile inferiore ai 780 euro.

Vi sono poi altri requisiti, più operativi, che sono necessari per ottenerlo ma anche per mantenere il sussidio, poter continuare a riceverlo:

  • iscriversi a un centro per l'impiego;
  • sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • iniziare un percorso di reinserimento lavorativo;
  • offrire la propria disponibilità per progetti lici di utilità sociale;
  • frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale;
  • impegnarsi nella ricerca attiva del lavoro;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione di reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti.

 

COSTI E COPERTURE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Per quanto riguarda i costi della misura non possiamo avere altro che stime. Per avere dati certi bisognerà aspettare il consuntivo finale. Tra le ultime in ordine di tempo c’è quella dell’Osservatorio conti pubblici diretto dal Professor Carlo Cottarelli che ha stimato i costi di reddito e pensione di cittadinanza intorno ai 17 miliardi. Stima non molto diversa da quella effettuata dallo stesso Movimento 5 Stelle: 16 miliardi di euro. Ma ce ne sono altre, come quelle realizzate dagli economisti di Lavoce.info, che arrivano fino a 29 miliardi di euro.

Il Contratto di governo dovrebbe costare secondo le stime più accreditate tra i 108,7 e i 125,7 miliardi l'anno. Le coperture verrebbero dalla riduzione dei parlamentari e delle pensioni d'oro, dalla eliminazione dei vitalizi e delle missioni internazionali. Ma il tutto non è specificato con chiarezza, e in molti sospettano che non sarebbero nemmeno lontanamente sufficienti. E lo stesso discorso vale per il Reddito di cittadinanza: non è ancora chiaro come il nuovo Governo voglia e possa finanziarlo.

Ai costi del Reddito di cittadinanza in se, bisogna poi aggiungere l’investimento di 2 miliardi previsto dal Contratto di governo per la riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l’impiego (Cpi).  L’investimento servirà a incrementare presenza, l’efficacia e la qualità dei servizi erogati.

 

POSSIBILE UTILIZZO DEL FONDO FSE

Nel Contratto di governo viene esplicitamente ricordato il provvedimento A8-0292/2017 approvato dal Parlamento europeo lo scorso 6 ottobre 2017 come fonte di possibili finanziamenti al Reddito di cittadinanza. In quel documento il Parlamento europeo ha invitato la Commissione europea  a vigilare in modo che il 20% della dotazione complessiva del fondo Fse sia destinata realmente alla lotta contro la povertà.

Ma l’Italia questo lo ha già fatto: nella programmazione 2014-2010, 2,3 miliardi dei 10,2 della dote Fse sono infatti destinati alla spesa sociale. Per trasferirli al Reddito di cittadinanza bisognerebbe sottrarli alle destinazioni sociali che già hanno.

 

IL REDDITO DI CITTADINANZA IN EUROPA

Misure di sostegno del reddito e di contrasto alla povertà esistono in diversi paesi europei e, come abbiamo visto sopra, anche in Italia. Nella grande maggioranza dei casi sono misure assimilabili a interventi di sussidio di disoccupazione o a garanzia di un reddito minimo. E questo vuol dire che solitamente sono interventi selettivi, che richiedono la partecipazione a progetti di reinserimento lavorativo e che hanno una durata limitata nel tempo. Possono essere più o meno generosi secondo le possibilità e le scelte di politica sociale e di bilancio dei diversi paesi.

Un vero e proprio reddito di cittadinanza esiste solo in Alaska, con il Permanent Dividend Fund. Da circa trent’anni lo Stato trasferisce le entrate delle concessioni per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi a un fondo di investimento che investe sui mercati finanziari. Parte dei guadagni del fondo vengono poi pagati ogni anno a ogni cittadino residente da almeno due anni. L’importo medio annuo del trasferimento si è collocato dal 2000 ad oggi tra i 900 e i 2000 dollari.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.