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Decreto dignità: le modifiche alla normativa sul lavoro

Prevede modifiche per i contratti di lavoro a tempo determinato, per quello di somministrazione lavoro, e incentivi all'utilizzo di contratti stabili. E' il Decreto dignità approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.

di Marco Delugan 3 lug 2018 - ore 12:41

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri, 2 luglio 2018, il Decreto dignità. Prevede modifiche nella disciplina dei contratti a termine. Ma nel decreto vi sono anche norme che prevedono lo stop alla pubblicità del gioco d'azzardo, e altre dedicate alla delocalizzazione e altre ancora alla semplificazione fiscale. Questo breve articolo è dedicato alle novità introdotte dal Decreto dignità sulla normativa che riguarda i contratti a termine.

 

DECRETO DIGNITA' E CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

Rimane possibile stipulare contratti a tempo determinato. Ma il primo non potrà essere superiore a 12 mesi, a meno di specifiche necessità. E sarà rinnovabile solo di fronte alle seguenti necessità, come si legge nel testo del decreto legge:

  1. temporanee ed oggettive, estranee all'ordinaria attività del datore di lavoro, nonché sostitutive;
  2. connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria;
  3. relative a lavorazioni e a picchi di attività stagionali, individuati con decreto del Ministero del Lavoro delle politiche Sociali.

In questo casi sarà possibile portare il contratti a una durata di massimo 36 mesi. Termine entro il quale il datore di lavoro potrà valutare l'inserimento del lavoratore nell'azienda.

Se il datore di lavoro è invece in grado da subito di determinare le motivazioni per cui non potrà assumere il lavoratore, potrà assumerlo per 36

luigi-di-maio-m5sFatta eccezione per i contratti della durata non superiore ai 12 giorni, il termine del contratto dovrà essere scritto. In mancanza di questo il contratto sarà considerato a tempo indeterminato.

In ogni caso, una copia del contratto dovrà essere consegnata al lavoratore entro 5 giorni dall'inizio della prestazione.

Il costo contributivo cresce di 0,5 punti percentuali per ogni rinnovo a partire dal secondo.

Il principio generale che ispira le modifiche che seguono è quello che l'utilizzo del contratto a termine deve essere limitato a esigenze particolari, e non per l'attività "normale"

Il termine entro il quale il lavoratore potrà impugnare il contratto è stato alzato a 270 giorni.

Nel caso di un contratto a tempo determinato, il termine può essere prorogato per un massimo di quattro volte e per un tempo comunque non superiore a 36 mesi. Se le proroghe dovessero superare le quattro, il contratto diventerebbe a tempo indeterminato.

 

DECRETO DIGNITA' E CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE LAVORO

Per quanto riguarda il contratto di somministrazione lavoro, al lavoratore assunto a tempo determinato dalla agenzia per il lavoro va applicata la disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, salvo casi particolari previsti dalla legge. Il termine del contratto può essere prorogato nei limiti previsti dalle nuove disposizioni di legge.

 

DECRETO DIGNITA' E CONTRATTI STABILI

Per favorire l'utilizzo di contratti stabili, il decreto prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione. Tale contributo è a carico del datore di lavoro. Ed è attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.

Il contributo serve a finanziare la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI). Contributo che verrà restituito al datore di lavoro qualora il contratto venisse trasformato in contratto a tempo indeterminato.

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