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REI (Reddito di inclusione sociale): cos’è e a chi spetta

Il REI è il nuovo sussidio introdotto a inizio marzo dal governo Gentiloni. E che verrà erogato dal gennaio 2018 sulla nuova Carta Rei. Vediamo a chi spetta, requisiti e importo del reddito di inclusione sociale.

di Marco Delugan 9 giu 2017 - ore 12:19

Le cose cominciano a chiarirsi. Oggi, 9 giugno 2017, il Consiglio dei Ministri inizierà a esaminare in via preliminare il decreto attuativo del nuovo reddito di inclusione sociale (REI). Il REI è la nuova misura unica di contrasto alla povertà che dal gennaio del 2018 andrà a sostituire il SIA (Sostegno all’inclusione attiva) e assorbirà l’assegno di disoccupazione ASDI.

Il decreto attuativo del REI non è ancora stato emanato dal governo, ma dalla bozza entrata ieri in pre-Consiglio si possono trarre quelle che con ogni probabilità saranno le sue caratteristiche fondamentali.

Sarà possibile richiedere il reddito di inclusione sociale dal 1° dicembre 2017 presso i “punti di accesso” che verranno organizzati dai Comuni.

Altra novità rilevante, rispetto alle informazioni che si avevano in precedenza, è che il contributo verrà caricato sulla Carta Rei, la carta di pagamento elettronica che andrà a sostituire la Carta Acquisti.

Alla definizione del nuovo strumento di integrazione del reddito per le fasce più deboli ha contribuito anche l’alleanza contro la povertà, con cui il Governo aveva nei mesi scorsi firmato un apposito memorandum.

L’alleanza contro la povertà è una rete di associazioni e sindacati nata nel 2013 che ha lo scopo di contribuire alla definizione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.

 

LEGGI ANCHE: Domanda di disoccupazione NASpI: requisiti, importo e durata per il 2017

 

COS’E’ IL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE

reddito-di-inclusione-socialeIl reddito di inclusione sociale è il nuovo sussidio economico introdotto nel panorama legislativo italiano con l’approvazione della legge delega contro la povertà, avvenuta il 9 marzo 2017. La legge delega è un testo che, una volta approvato dal Parlamento, definisce i confini all’interno dei quali il governo dovrà emanare i così detti “decreti attuativi”. I decreti attuativi entreranno poi immediatamente in vigore, senza dover passare attraverso ulteriori approvazioni parlamentari, una volta emanati dal Governo.

Chi vorrà richiedere il REI si dovrà recare agli uffici che il Comune di residenza predisporrà a questo scopo. Parte dei fondi dedicati al reddito di inclusione attiva sarà appunto destinato ai comuni, in modo che possano attrezzarsi per prendere in carico la gestione del nuovo sussidio economico.

Il nuovo sussidio contro la povertà va ad ampliare il numero dei beneficiari del SIA (sostegno per l’inclusione attiva) in vigore dallo scorso settembre. Il SIA distribuisce 400 euro al mese a circa 200mila famiglie. Il reddito di inclusione sociale raggiungerà infatti 400mila famiglie, circa 1,8 milioni di persone.

 

I REQUISITI PER OTTENERE IL REI

La caratteristica principale del REI – che lo differenzia appunto dal sostegno per l’inclusione attiva – è il criterio di assegnazione. L’assegnazione del sussidio dipenderà dall’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dall’indice della situazione reddituale (ISR). Ma anche dal patrimonio mobiliare e immobiliare.

L’indice della situazione reddituale definisce quello che è il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni. Rispetto all’ISEE, per calcolare l’ISR vengono sottratte le spese per l’affitto o le spese condominiali.

L’utilizzo di questo secondo criterio ha lo scopo di non escludere le famiglie che versano in stato di povertà ma che hanno la prima casa di proprietà. Purché non abbiano altri immobili che producano reddito. In particolare, l’indicatore ISEE deve essere pari o inferiore a 6mila euro, e l’ISR deve essere pari o inferiore a 3mila euro.

Vi sono poi dei vincoli patrimoniali. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di proprietà, non deve superare i 20mila euro. E il patrimonio mobiliare (conti correnti bancari o postali; certificati di depositi e credito, buoni fruttiferi e assimilati; azioni e obbligazioni) non deve superare i 10mila euro.

Altra condizione per ottenere il reddito di integrazione sociale è l’impegno del richiedente a sottoscrivere un progetto personalizzato volto a uscire dalla situazione di difficoltà. Il progetto dovrà comprendere la ricerca di un lavoro, la cura della salute e l’impegno di mandare i figli a scuola.

Il Rei non verrà concesso se nei due anni che hanno preceduto la domanda se un familiare del richiedente ha acquistato auto, moto o barche.

 

REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE: A CHI SPETTA

Per l’assegnazione del REI ci saranno delle precedenze. Verrà cioè assegnato in maniera prioritaria a famiglie con figli minori o disabili, donne in gravidanza, o disoccupati di età superiore ai 55 anni.

Per poter ottenere il REI bisognerà essere residenti in Italia da un po’ di tempo, e quindi non potrà essere utilizzata da migranti arrivati da poco. Più precisamente il sussidio economico contro la povertà potrà essere concesso a famiglie di italiani e stranieri con permesso di lungo soggiorno ottenibile dopo 5 anni di permanenza in Italia.

Secondo le elaborazioni del governo, il nuovo sussidio economico contro la povertà verrà distribuito a 400mila famiglie, per un totale di circa 1,8 milioni di persone, di cui 800mila minori. Secondo l’ISTAT in Italia ci sono 4,6 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Con povertà assoluta si intende l’impossibilità di acquistare un paniere di beni e servizi ritenuti essenziali.

 

L’IMPORTO DEL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE

L’ammontare del sussidio dipenderà poi da diverse cose, come il numero dei componenti del nucleo familiare e la presenza di minori o disabili. Sarà calcolato come quota della differenza tra il reddito disponibile e i 3mila euro (soglia ISR per l’assegnazione del sussidio). Secondo il memorandum di governo e Alleanza contro la povertà, il REI dovrebbe ammontare al 70% di questa differenza. Da questo importo verranno poi sottratti gli importi delle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, fatta salva l’indennità di accompagnamento. Il sussidio REI non potrà comunque superare il massimo di 485 euro mensili.

 

COSA ACCADE AL REI IN CASO DI OCCUPAZIONE

Per evitare che si crei un disincentivo alla ricerca di nuova occupazione, potranno ricevere il REI – almeno in parte e per alcuni mesi – anche le famiglie che grazie a un nuovo impiego dovessero superare la soglia minima di reddito prevista. Lo scopo di questa regola – che differenzia ulteriormente il REI da altri sussidi economici – è quello di evitare la “trappola della povertà”. E cioè quel fenomeno per cui alcuni preferiscono non cercare lavoro per non dover poi perdere i sussidi statali.

 

LA CARTA REI

Il reddito di inclusione sociale verrà caricato sulla Carta Rei (che sostituirà la Carta Acquisti). La Carta Rei avrà una durata di 18 mesi, ma sarà rinnovabile. Per il primo anno l’importo sarà di 450 euro al mese. Per i mesi successivi l’importo verrà calcolato secondo una formula che verrà definita dal Governo, ma che riprenderà i criteri che abbiamo ricordato sopra.

 

REI, REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE, UN'INFOGRAFICA

Di seguito un'infografica che raccoglie le principali caratteristiche del REI, il reddito di inclusione sociale. Da consultare, e condividere:

 

rei-reddito-inclusione-sociale

 

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