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REI (Reddito di inclusione sociale): cos’è e a chi spetta

Il REI è il nuovo sussidio introdotto a inizio marzo dal governo Gentiloni. Vediamo a chi spetta, requisiti e importo del reddito di inclusione sociale.

di Marco Delugan 9 mag 2017 - ore 12:33

Le cose non sono ancora chiarissime, in quanto il decreto attuativo del REI (reddito di inclusione sociale) non è ancora stato emanato dal governo, che ha però firmato con l’Alleanza contro la povertà un memorandum che ne definisce i tratti fondamentali.

L’alleanza contro la povertà è una rete di associazioni e sindacati nata nel 2013 che ha lo scopo di contribuire alla definizione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.

 

COS’E’ IL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE

reddito-di-inclusione-socialeIl reddito di inclusione sociale è il nuovo sussidio economico introdotto nel panorama legislativo italiano con l’approvazione della legge delega contro la povertà, avvenuta il 9 marzo 2017. La legge delega è un testo che, una volta approvato dal Parlamento, definisce i confini all’interno dei quali il governo dovrà emanare i così detti “decreti attuativi”. I decreti attuativi entreranno poi immediatamente in vigore, senza dover passare attraverso ulteriori approvazioni parlamentari. In questo caso dovrebbero essere pronti entro la fine di maggio. Per il REI il governo ha stanziato 2 miliardi di euro per il 2017 e altrettanti per il 2018.

Chi vorrà richiedere il REI si dovrà recare agli uffici che il Comune di residenza predisporrà a questo scopo. Dei due miliardi di euro dedicati al REI per il 2017 e io 2018, il 15% sarà appunto destinato ai comuni in modo che possano attrezzarsi per prendere in carico la gestione del nuovo sussidio economico.

Il nuovo sussidio contro la povertà va ad ampliare il numero dei beneficiari del SIA (sostegno per l’inclusione attiva) in vigore dallo scorso settembre. Il SIA distribuisce 400 euro al mese a circa 200mila famiglie. Il reddito di inclusione sociale raggiungerà infatti 400mila famiglie, circa 1,8 milioni di persone.

 

I REQUISITI PER OTTENERE IL REI

La caratteristica principale del REI – che lo differenzia appunto dal sostegno per l’inclusione attiva – è il criterio di assegnazione. L’assegnazione del sussidio dipenderà dall’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dall’indice della situazione reddituale (ISR).

L’indice della situazione reddituale definisce quello che è il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni. Rispetto all’ISEE, per calcolare l’ISR vengono sottratte le spese per l’affitto o le spese condominiali.

L’utilizzo di questo secondo criterio ha lo scopo di non escludere la famiglie che versano in stato di povertà ma che hanno la prima casa di proprietà. Purché non abbiano altri immobili che producano reddito.

In particolare, l’indicatore ISEE deve essere pari o inferiore a 6mila euro, e l’ISR deve essere pari o inferiore a 3mila euro.

 

REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE: A CHI SPETTA

Per l’assegnazione del REI ci saranno delle precedenze. Verrà cioè assegnato in maniera prioritaria a famiglie con figli minori o disabili, donne in gravidanza, o disoccupati di età superiore ai 55 anni.

Per poter ottenere il REI bisognerà essere residenti in Italia da un po’ di tempo, e quindi non potrà essere utilizzata da migranti arrivati da poco. Più precisamente il sussidio economico contro la povertà potrà essere concesso a famiglie di italiani e stranieri con permesso di lungo soggiorno ottenibile dopo 5 anni di permanenza in Italia.

Secondo le elaborazioni del governo, il nuovo sussidio economico contro la povertà verrà distribuito a 400mila famiglie, per un totale di circa 1,8 milioni di persone, di cui 800mila minori. Secondo l’ISTAT in Italia ci sono 4,6 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Con povertà assoluta si intende l’impossibilità di acquistare un paniere di beni e servizi ritenuti essenziali.

 

L’IMPORTO DEL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE

L’ammontare del sussidio dipenderà poi da diverse cose, come il numero dei componenti del nucleo familiare e la presenza di minori o disabili. Sarà calcolato come quota delle differenza tra il reddito disponibile e i 3mila euro (soglia ISR per l’assegnazione del sussidio). Secondo il memorandum di governo a Alleanza contro la povertà, il REI dovrebbe ammontare al 70% di questa differenza. Da questo importo verranno poi sottratti gli importi delle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, fatta salva l’indennità di accompagnamento. Il sussidio REI non potrà comunque superare il massimo di 485 euro mensili.

 

COSA ACCADE AL REI IN CASO DI OCCUPAZIONE

Per evitare che si crei un disincentivo alla ricerca di nuova occupazione, potranno ricevere il REI – almeno in parte e per alcuni mesi – anche le famiglie che grazie a un nuovo impiego dovessero superare la soglia minima di reddito prevista. Lo scopo di questa regola – che differenzia ulteriormente il REI da altri sussidi economici – è quello di evitare la “trappola della povertà”. E cioè quel fenomeno per cui alcuni preferiscono non cercare lavoro per non dover poi perdere i sussidi statali.

 

REI, REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE, UN'INFOGRAFICA

Di seguito un'infografica che raccoglie le principali caratteristiche del REI, il reddito di inclusione sociale. Da consultare, e condividere:

 

rei-reddito-inclusione-sociale

 

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