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REI 2018 (Reddito di inclusione sociale): cos’è e a chi spetta

Il REI è il nuovo sussidio contro la povertà. Verrà erogato dal gennaio 2018 sulla nuova Carta Rei. Vediamo a chi spetta, requisiti e importo, e come fare domanda per il reddito di inclusione sociale.

di Marco Delugan 4 lug 2018 - ore 17:19

Il 22 novembre 2017 la circolare Inps n. 172 ha definito nei dettagli il nuovo Reddito di inclusione sociale (Rei). Il Rei era stato introdotto dal decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017.

Il Rei andrà a sostituire il Sostegno all'inclusione attiva e l'assegno di disoccupazione Asdi. E diventerà così lo strumento unico nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

Non va confuso con il vero Reddito di cittadinanza. Il Rei è infatti una forma di sussidio non universale, rivolto cioè solo a chi si trova in situazioni di particolare difficoltà, e soggetto alla prova dei mezzi. Il Reddito di cittadinanza è invece per tutti, come potere leggere in questa guida. Diverso è invece il caso del Reddito di cittadinanza M5S, che si configura come un intervento simile al Rei, anche se con un platea potenziale di beneficiari molto più ampia.

Il Reddito di inclusione è partito il 1° gennaio 2018, ed è composto di due parti. Un assegno mensile, che avrà un importo variabile secondo le dimensioni del nucleo familiare e altre variabili. E un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.

Possono accedere al Rei le famiglie con valore ISEE non superiore ai 6mila euro, indicatore ISRE non superiore ai 3mila euro, patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non superiore ai 20mila euro. E un patrimonio mobiliare non superiore a 10mila euro. Per il patrimonio immobiliare la soglia si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila euro per i nuclei composti da due persone.

Fino al 30 giugno 2018, per ricevere il Reddito di inclusione sociale la famiglia doveva trovarsi almeno in una delle seguenti condizioni: deve essere presente un minore, una persona con disabilità e almeno un suo genitore o un suo tutore, una donna in grevidanza accertata, una persona con più di 55 anni in stato di disoccupazione. Ma dal successivo 1° luglio questi requisiti sono stati tolti, e rimangono validi i soli requisiti economici.

Il sussidio viene caricato sulla Carta Rei, che sostituisce la Carta Acquisti. Metà dell’assegno può essere prelevato in forma di contante, e l’altra metà speso in negozi convenzionati.

reddito-di-inclusione-socialeE' compatibile con alcune tipologie di situazione lavorativa. Ma non con altri sussidi per la disoccupazione, come ad esempio il Naspi, eventualmente goduti da altri membri del nucleo familiare.

E' possibile richiedere il reddito di inclusione sociale dal 1° dicembre 2017 presso il Comune di residenza e i “punti di accesso” organizzati dagli stessi Comuni.

Alla definizione del nuovo strumento di integrazione del reddito per le fasce più deboli ha contribuito anche l’alleanza contro la povertà, con cui il Governo aveva nei mesi scorsi firmato un apposito memorandum.

L’alleanza contro la povertà è una rete di associazioni e sindacati nata nel 2013 che ha lo scopo di contribuire alla definizione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.

 

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COS’E’ IL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE

Il reddito di inclusione sociale è il nuovo sussidio economico introdotto nel panorama legislativo italiano con l’approvazione della legge delega contro la povertà, avvenuta il 9 marzo 2017. E definitivamente approvato con decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017. Partirà dal 1° gennaio 2018.

Il reddito di inclusione sociale è composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.

L’assegno mensile dipende dalla dimensione del nucleo familiare, e dalla distanza del reddito familiare da una soglia di accesso. I livelli mensili massimi del beneficio economico, come modificati dalla legge di bilancio 2018, sono i seguenti:

  • 1 persona: 187,50 euro
  • 2 persone: 294,38 euro
  • 3 persone: 382,50 euro
  • 4 persone: 461,25 euro
  • 5 persone: 534,37
  • 6 e più persone: 539,82 euro

L’assegno verrà erogato per 18 mesi. E’ rinnovabile per non più di 12 mesi, ma tra la conclusione e l’inizio del Rei successivo dovranno passare almeno 6 mesi.

 

VIDEO - Il Reddito di inclusione sociale (REI) in un minuto:

 

PROGETTO PERSONALIZZATO DI INTEGRAZIONE SOCIALE E LAVORATIVA

La seconda componente del Rei è il progetto personalizzato per l’integrazione sociale e lavorativa. Il progetto riguarda l'intero nucleo familiare e viene definito dai servizi sociali del Comune. Ha lo scopo di portare la famiglia a superare la situazione di difficoltà.

Il progetto non riguarda solo la situazione lavorativa in senso stretto, ma può anche riguardare la ricerca di una casa, la somministrazione di cure mediche e l’educazione dei figli.

Verrà definito considerando la situazione complessiva della famiglia: e cioè le condizioni personali e sociali, economiche e lavorative, di istruzione e di formazione, la condizione abitativa, le reti familiari e di prossimità.

E saranno sempre i servizi sociali del Comune a monitorare il rispetto da parte dei destinatari degli accordi presi. Nel caso non lo siano, le sanzioni andranno dalla riduzione di un quarto del beneficio mensile fino alla totale decadenza dello stesso.

Se durante la fase di analisi, emerge che la situazione di difficoltà dipende esclusivamente dalla mancanza di lavoro, il Progetto personalizzato verrà sostituito dal Patto di servizio o dal Programma di ricerca intensiva di occupazione (vedi Assegno di ricollocazione), misure di politica attiva del lavoro che devono essere definite con il Centro per l'impiego.

 

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I REQUISITI PER OTTENERE IL REI

Potranno ricevere il reddito di inclusione sociale i cittadini italiani e comunitari. Potranno accedervi anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e i titolari di protezione internazionale (ad esempio asilo politico). In tutti i casi, dovranno essere residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

Fino al 30 giugno 2018 erano validi i così detti requisiti familiari, che dal successivo mese di luglio sono invece decaduti. Erano i seguenti:

 

  • una persona di età minore di anni 18;
  • una persona con disabilità, almeno un suo genitore o tutore;
  • una donna in stato di gravidanza accertata;
  • un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione da almeno tre mesi e non riceva altro sussidio per la disoccupazione.

 

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Dal 1° luglio 2018 valgono i soli requisiti economici e patrimoniali. L’assegnazione del sussidio dipende cioè dall’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dall’indice della situazione reddituale (ISRE). Ma anche dal patrimonio mobiliare e immobiliare.

L’indice della situazione reddituale definisce quello che è il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni. Rispetto all’ISEE, per calcolare l’ISRE vengono sottratte le spese per l’affitto o le spese condominiali.

L’utilizzo di questo secondo criterio ha lo scopo di non escludere le famiglie che versano in stato di povertà ma che hanno la prima casa di proprietà. Purché non abbiano altri immobili che producano reddito.

In particolare, l’indicatore ISEE deve essere pari o inferiore a 6mila euro, e l’ISRE deve essere pari o inferiore a 3mila euro.

Vi sono poi dei vincoli patrimoniali. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di proprietà, non deve superare i 20mila euro. E il patrimonio mobiliare (conti correnti bancari o postali; certificati di depositi e credito, buoni fruttiferi e assimilati; azioni e obbligazioni) non deve superare i 10mila euro. Ma la soglia massima per il patrimonio immobiliare si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila per quelli composti da due persone.

Come abbiamo visto in precedenza, altra condizione per ottenere il reddito di integrazione sociale è l’impegno del richiedente a sottoscrivere un progetto personalizzato volto a uscire dalla situazione di difficoltà.

Il Rei non viene concesso se nei due anni che hanno preceduto la domanda se un familiare del richiedente ha acquistato auto, moto o barche.

I requisiti economici dovranno essere presenti tutti congiuntamente.

 

CARTA REI: COS’E’ E COME FUNZIONA

La parte economica del Reddito di inclusione sociale viene caricata sulla Carta Rei, una carta di credito prepagata e ricaricabile. L’ammontare, caricato mensilmente dal ministero può essere per metà prelevato in contanti. L’altra metà può essere spesa per fare acquisti tramite POS in tutti i supermercati, nei negozi alimentari e nelle farmacie e parafarmacie abilitati; e per pagare le bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali. I titolari di Carta Rei possono avere sconti del 5% sugli acquisti in negozi e farmacie convenzionate, con l'eccezione degli acquisti di farmaci e del pagamento di ticket.

La Carta Rei viene emessa da Poste Italiane quando il Rei viene concesso. Il beneficiario riceve una lettera da Poste Italiane. A questo punto, per riceverla concretamente, dovrà recarsi presso un Ufficio Postale abilitato all'emissione della carta. Dovrà portare con sé un documento di identità valido. Non è necessario che porti anche la lettera di Poste Italiane.

Per poter utilizzare davvero la Carta Rei il beneficiario dovrà attendere il Pin, che gli arriverà in busta chiusa al domicilio indicato nella domanda Rei.

Prelevare dagli ATM bancari costerà 1,75 euro. Prelevare dagli ATM di Poste Italiane costerà 1 euro.

Il saldo e la lista movimenti saranno verificabili presso gli ATM di Poste Italiane S.p.a.

 

COME FARE LA DOMANDA

La domanda per ricevere il REI deve essere fatta presso il Comune di residenza o altri i punti di accesso preparati dai Comuni stessi. Il Comune invierà poi la domanda all’Inps entro 15 giorni, dopo aver verificato i requisiti di cittadinanza e quelli di residenza. L’Inps dovrà verificare il rispetto degli altri requisiti entro 5 giorni dal ricevimento della documentazione. Se risulteranno rispettati, il beneficio verrà accordato e l'Inps comunicherà a Poste Italiane di accreditarlo al beneficiario.

A quel punto Poste Italiane emetterà la Carta Rei, e comunicherà via lettera al beneficiario di recarsi presso uno degli Uffici postali abilitati per il servizio a ritirare la carta. Per cominciare a utilizzarla il beneficiario dovrà attendere il PIN, che gli verrà inviato in busta chiusa all'indirizzo indicato nella domanda.

L’assegno REI verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda.

Le domande potranno essere presentate dal 1° dicembre 2017.

Potrà essere utilizzato il modello ISEE precompilato, che verrà introdotto in via sperimentale nei primi sei mesi del 2018. Il modello e sarà scaricabile dai siti internet della Agenzia delle Entrate e dell’Inps. Dal primo settembre 2018 la presentazione dell’ISEE precompilato sarà invece l’unica modalità praticabile.

 

COSA ACCADE AL REI IN CASO DI OCCUPAZIONE

Per evitare che si crei un disincentivo alla ricerca di nuova occupazione, possono ricevere il REI – almeno in parte e per alcuni mesi – anche le famiglie che grazie a un nuovo impiego dovessero superare la soglia minima di reddito prevista. Lo scopo di questa regola è quello di evitare la “trappola della povertà”. E cioè quel fenomeno per cui alcuni preferiscono non cercare lavoro per non dover poi perdere i sussidi statali.

 

REI, REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE, UN'INFOGRAFICA

Di seguito un'infografica che raccoglie le principali caratteristiche del REI, il reddito di inclusione sociale. Da consultare, e condividere:

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