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REI (Reddito di inclusione sociale): cos’è e a chi spetta

Il REI è il nuovo sussidio contro la povertà. Viene erogato dal gennaio 2018 sulla nuova Carta Rei. Vediamo a chi spetta, requisiti e importo, e come fare domanda per il reddito di inclusione sociale.

di Marco Delugan 4 lug 2018 - ore 17:19

Il Reddito di inclusione sociale (Rei) è un sussidio contro la povertà. E' composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo. Sostituisce il Sostegno all'inclusione attiva e l'assegno di disoccupazione Asdi. E diventa così lo strumento unico nazionale di contrasto alla povertà e l’esclusione sociale. Viene erogato sulla Carta Rei.

Non va confuso con il Reddito di cittadinanza. Il Rei è infatti una forma di sussidio non universale, rivolto cioè solo a chi si trova in situazioni di particolare difficoltà. Il Reddito di cittadinanza è invece per tutti, come potere leggere in questa guida. Diverso è invece il caso del Reddito di cittadinanza M5S, che si configura come un intervento simile al Rei, anche se con un platea potenziale di beneficiari molto più ampia.

In questa guida vediamo cos'è, come funziona e come si calcola, quali sono i requisiti e le regole di accesso. E come fare la domanda.

 

LEGGI ANCHE: Domanda di disoccupazione NASpI: requisiti, importo e durata per il 2018

 

COS’E’ IL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE

Il reddito di inclusione sociale è composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.

 

ASSEGNO MENSILE REI

L’assegno mensile dipende dalla dimensione del nucleo familiare, e dalla distanza del reddito familiare da una soglia di accesso. I livelli mensili massimi del beneficio economico sono i seguenti:

  • 1 persona: 187,50 euro
  • 2 persone: 294,38 euro
  • 3 persone: 382,50 euro
  • 4 persone: 461,25 euro
  • 5 persone: 534,37
  • 6 e più persone: 539,82 euro

L’assegno verrà erogato per 18 mesi. E’ rinnovabile per non più di altri 12 mesi. Ma tra la conclusione e l’inizio del Rei successivo dovranno passare almeno 6 mesi.

 

VIDEO - Il Reddito di inclusione sociale (REI) in un minuto:

 

PROGETTO PERSONALIZZATO DI INTEGRAZIONE SOCIALE E LAVORATIVA

La seconda componente del Rei è il progetto personalizzato per l’integrazione sociale e lavorativa. Il progetto riguarda l'intero nucleo familiare e viene definito dai servizi sociali del Comune. Il progetto non riguarda solo la situazione lavorativa in senso stretto. Ma può anche riguardare la ricerca di una casa, la somministrazione di cure mediche e l’educazione dei figli. Ha lo scopo di portare la famiglia a superare la situazione di difficoltà.

Viene definito considerando la situazione complessiva della famiglia. Cioè le condizioni personali e sociali, economiche e lavorative, di istruzione e di formazione, e la condizione abitativa. E le reti familiari e di prossimità.

Saranno sempre i servizi sociali del Comune a monitorare il rispetto degli accordi presi. Nel caso non lo siano, le sanzioni andranno dalla riduzione di un quarto del beneficio mensile fino alla totale decadenza dello stesso.

Se durante la fase di analisi emerge che la situazione di difficoltà dipende esclusivamente dalla mancanza di lavoro, il Progetto personalizzato verrà sostituito dal Patto di servizio o dal Programma di ricerca intensiva di occupazione (vedi Assegno di ricollocazione). Queste sono misure di politica attiva del lavoro che devono essere definite con il Centro per l'impiego.

 

I REQUISITI PER OTTENERE IL REI

Potranno ricevere il reddito di inclusione sociale i cittadini italiani e comunitari. E potranno accedervi anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e i titolari di protezione internazionale (ad esempio asilo politico). In tutti i casi dovranno essere residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

Fino al 30 giugno 2018, per ricevere il Rei erano previsti requisiti economici e patrimoniali e requisiti familiari.

Dal 1° luglio 2018 valgono invece i soli requisiti economici e patrimoniali. Mentre quelli familiari non sono più in vigore.

 

I REQUISITI ECONOMICI

L’assegnazione del sussidio dipende dall’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dall’indice della situazione reddituale (ISRE). Ma anche dal patrimonio mobiliare e immobiliare.

L’indice della situazione reddituale definisce quello che è il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni. Per calcolare l’ISRE vengono sottratte dell' ISEE le spese per l’affitto o le spese condominiali.

L’utilizzo di questo secondo parametro ha lo scopo di non escludere le famiglie che versano in stato di povertà ma che hanno la prima casa di proprietà. Purché non abbiano altri immobili che producano reddito.

In particolare, l’indicatore ISEE deve essere pari o inferiore a 6mila euro, e l’ISRE deve essere pari o inferiore a 3mila euro.

Vi sono poi dei vincoli patrimoniali. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di proprietà, non deve superare i 20mila euro. E il patrimonio mobiliare non deve superare i 10mila euro. Con patrimonio mobiliare si intendono cose come i conti correnti bancari o postali, i certificati di depositi e credito, i buoni fruttiferi e assimilati, le azioni e le obbligazioni.

Ma la soglia massima per il patrimonio immobiliare si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila per quelli composti da due persone.

Il Rei non viene concesso se nei due anni che hanno preceduto la domanda se un familiare del richiedente ha acquistato auto, moto o barche.

I requisiti economici dovranno essere presenti tutti congiuntamente.

 

(QUELLI CHE ERANO) I REQUISITI FAMILIARI

Fino al 30 giugno 2018 erano validi i così detti requisiti familiari, che dal successivo mese di luglio sono invece decaduti. Erano i seguenti:

  • una persona di età minore di anni 18;
  • una persona con disabilità, almeno un suo genitore o tutore;
  • una donna in stato di gravidanza accertata;
  • un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione da almeno tre mesi e non riceva altro sussidio per la disoccupazione.

 

CARTA REI: COS’E’ E COME FUNZIONA

La parte economica del Reddito di inclusione sociale viene caricata sulla Carta Rei. La Carta Rei è una carta di credito prepagata e ricaricabile. L’ammontare, caricato mensilmente dal ministero, può essere per metà prelevato in contanti. L’altra metà può essere spesa per fare acquisti tramite POS in tutti i supermercati, nei negozi alimentari e nelle farmacie e parafarmacie abilitati. E per pagare le bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali. I titolari di Carta Rei possono avere sconti del 5% sugli acquisti in negozi e farmacie convenzionate, con l'eccezione degli acquisti di farmaci e del pagamento di ticket.

La Carta Rei viene emessa da Poste Italiane quando il Rei viene concesso. Il beneficiario riceve una lettera da Poste Italiane. A questo punto, per riceverla concretamente, dovrà recarsi presso un Ufficio Postale abilitato all'emissione della carta. Dovrà portare con sé un documento di identità valido. Non è necessario che porti anche la lettera di Poste Italiane.

Per poter utilizzare davvero la Carta Rei il beneficiario dovrà attendere il Pin, che gli arriverà in busta chiusa al domicilio indicato nella domanda Rei.

Prelevare dagli ATM bancari costerà 1,75 euro. Prelevare dagli ATM di Poste Italiane costerà 1 euro.

Il saldo e la lista movimenti saranno verificabili presso gli ATM di Poste Italiane S.p.a.

 

COME FARE LA DOMANDA REI

La domanda per ricevere il REI deve essere fatta presso il Comune di residenza o altri i punti di accesso preparati dai Comuni stessi. Il Comune invierà poi la domanda all’Inps entro 15 giorni, dopo aver verificato i requisiti di cittadinanza e quelli di residenza. L’Inps dovrà verificare il rispetto degli altri requisiti entro 5 giorni dal ricevimento della documentazione. Se risulteranno rispettati il beneficio verrà accordato e l'Inps comunicherà a Poste Italiane di accreditarlo al beneficiario.

A quel punto Poste Italiane emetterà la Carta Rei e comunicherà via lettera al beneficiario di recarsi presso uno degli Uffici postali abilitati a ritirare la carta. Per cominciare a utilizzarla il beneficiario dovrà attendere il PIN, che gli verrà inviato in busta chiusa all'indirizzo indicato nella domanda.

L’assegno REI verrà erogato a partire dal mese successivo a quello di approvazione della domanda.

Potrà essere utilizzato il modello ISEE precompilato. Il modello scaricabile dai siti internet della Agenzia delle Entrate e dell’Inps. Dal primo gennaio 2019 la presentazione dell’ISEE precompilato sarà invece l’unica modalità praticabile.

 

COSA ACCADE AL REI IN CASO DI OCCUPAZIONE

Possono ricevere il REI anche le famiglie che grazie a un nuovo impiego dovessero superare la soglia minima di reddito prevista. Ma solo in parte e per alcuni mesi. Lo scopo di questa regola è quello di evitare la “trappola della povertà”. E cioè quel fenomeno per cui alcuni preferiscono non cercare lavoro per non dover poi perdere i sussidi statali.

 

REI, REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE, UN'INFOGRAFICA

Di seguito un'infografica che raccoglie le principali caratteristiche del Rei. Da consultare, e condividere:

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